Domani alle 16:00 le luci dell’Unipol Forum si accenderanno sul terzo atto stagionale dell’eterna sfida tra Olimpia Milano e Virtus Bologna. Un Derby d’Italia che porta con sé l’intensità delle grandi occasioni, reso ancora più teso dalla necessità di trovare ritmo in una stagione già ricca di impegni. Sulla carta, la corazzata meneghina gode dei favori del pronostico sul parquet amico, ma le Vu Nere di coach Alex Mumbrù hanno le armi tattiche per scardinare le certezze dell’Olimpia e portare a casa i due punti. Da capire quali saranno i tre stranieri che il tecnico catalano dovrà necessariamente lasciare fuori. Ecco quali sono le chiavi del match.
Ritmo e “shot creation”: il duello nel backcourt
Milano vanta una batteria di esterni fisicamente imponente, con le leve di Darius Thompson e l’equilibratore Leandro Bolmaro, uniti all’esperienza di Marko Gudurić e alle doti difensive di Devon Hall, che già ha fatto malissimo ai bolognesi nel derby di Eurolega di fine settembre. Tuttavia, la Virtus può rispondere alzando vertiginosamente i giri del motore. L’estro di esterni puri come Marcus Carr e Trent Frazier garantisce alle Vu nere una grande capacità di aggredire il ferro in transizione e di creare dal palleggio. Questa rapidità di esecuzione rischia di mandare fuori giri la difesa perimetrale dei biancorossi. Se la fisicità di Wendell Moore Jr. riuscirà a limitare le sfuriate offensive di RJ Cole o Garrison Mathews, la sapienza tattica dell’inossidabile Daniel Hackett potrà gestire i possessi decisivi nel clutch time, spezzando il ritmo dell’Olimpia.
Atletismo nel pitturato e l’importanza dello “spacing”
Sotto le plance andrà in scena uno scontro di stili: la pura fisicità statica contro l’atletismo esplosivo. Milano schiera Moses Wright, una delle poche certezze assolute in questo momento complicato, e la freschezza di Ousmane Diop. Bologna risponde con il formidabile dinamismo di Aliou Diarra, che sta crescendo progressivamente attacco e difesa, e Momo Diouf.
La vera differenza, però, si farà negli spot di ala: per punire le pesanti rotazioni difensive milanesi, le Vu Nere dovranno aprire il campo. Derrick Alston Jr. offre a Mumbrù quella bidimensionalità in grado di costringere i pari ruolo dell’Armani – come Alec Peters (micidiale sugli scarichi ma meno mobile lateralmente) o Jason Burnell – ad allontanarsi dal canestro. Questo creerà spazio prezioso in area per i tagli dei piccoli virtussini. In quest’ottica, attenzione anche ai minuti di Bobi Klintman: il suo potenziale come stretch four dalla panchina potrebbe scompigliare i quintetti di Milano.
Pressione difensiva e letture sulle linee di passaggio
Per espugnare Assago, la difesa bolognese dovrà limitare le ricezioni pulite dei giocatori chiave dell’Olimpia in uscita dai blocchi, togliendo ossigeno a tiratori di striscia come Stefano Tonut o al lavoro tattico di Giampaolo Ricci e Nicola Akele. Anche i minuti dell’ex di turno Tommaso Baldasso e dell’emergente Rasheed Bello dovranno portare energia nella metà campo difensiva, sporcando le linee di passaggio per inaridire le manovre milanesi.
Espugnare il Forum non è mai banale contro una squadra come l’Olimpia, che è sicuramente in difficoltà, ma allo stesso tempo è profondissima e talentuosa in tutti i reparti. Eppure, questa Virtus ha un’identità basata su strappi letali e versatilità dei lunghi che sembra disegnata proprio per colpire i punti deboli di Milano. Domani pomeriggio scopriremo se il piano partita di coach Mumbrù regalerà a Bologna il colpaccio nel Derby d’Italia.





