Datome
Il Datome visto nelle serie con Pesaro e Sassari ha dato grandi segnali positivi, sia per quanto riguarda la condizione, sia per quanto riguarda le percentuali al tiro. Il 47% da tre in questi play-off rappresenta un ottimo viatico per la serie finale, dando a Milano una ulteriore arma offensiva da sfruttare.
Insieme a Belinelli, rientra nel novero di quei giocatori che vedranno il loro utilizzo strettamente legato alle loro percentuali dal campo e alla capacità delle rispettive squadre di non subirlo troppo difensivamente. In questo aspetto Milano potrebbe avere un piccolo vantaggio dato dal ruolo del giocatore e dalla tipologia di giocatore che si troverà a marcare.
Se l’esterno della Virtus sarà spesso accoppiato a un handler, Datome sarà molto probabilmente accoppiato all’ala Virtus (Cordinier e Abass) tendenzialmente meno propensa ad attaccare dal palleggio e quindi meno a suo agio nel puntare un eventuale elemento considerato vulnerabile.
Questo ovviamente non vuol dire che Scariolo non sfrutterà in assoluto questa situazione tattica, ma che la Virtus potrebbe avere uomini meno adatti nel tirare fuori il massimo da un possibile jolly difensivo. Potrebbe essere più facile per Messina nascondere Datome, rispetto a quanto dovrà fare Scariolo con Belinelli.
Pick and roll e lunghi Virtus
Uno degli aspetti che soffrì maggiormente la Virtus nella scorsa finale fu il pick and roll di Milano ogni qual volta coinvolgeva Jaiteh. Individuato come elemento debole fin da gara 1, l’attacco Olimpia ha esplorato questa situazione per tutta la serie ottenendo grossi vantaggi.
Quest’anno il problema potrebbe riproporsi con il lungo francese, ancora molto in difficoltà in quella situazione. Milano, dall’arrivo di Napier, è tornata a rimettere il pick and roll all’interno nei set offensivi e dalle invenzioni dell’ex UConn e dallo short roll di Hines e Melli, la squadra di Messina genera diverse soluzioni per il suo attacco.
Scariolo dovrà far fronte a questo aspetto e potrebbe decidere di limitare di molto l’impiego del suo centro, riducendo la rotazione dei lunghi a soli 3 elementi e esponendosi alla maggiore rotazione di Milano nel reparto interno.
In alternativa il lungo francese potrebbe essere tenuto maggiormente in campo ma esponendo la propria difesa a scelte molto conservative che potrebbero riflettersi in maniera negativa sul resto della squadra.





