Il presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, Gianni Petrucci, ha rilasciato un’intervista a Mario Canfora su La Gazzetta dello Sport, affrontando uno dei temi più caldi del momento: il trasferimento a Roma delle franchigie di Cremona e Brescia, con tutto ciò che ne consegue in chiave NBA Europe.
Petrucci non si sottrae alle domande scomode e parte da una premessa netta: le leggi vigenti consentono questo tipo di operazioni, e chi porta capitali ha il diritto di cercare investitori. «Le leggi attuali lo permettono, c’è libertà di investimento», dice, ricordando poi che episodi simili — squadre che si spostano, che chiudono, che si ritirano a campionato in corso — non sono una novità nel basket italiano. Bologna, e tante altre. E nel calcio, aggiunge, è andata anche peggio:
«Sono eventi fisiologici. Nel calcio ne sono successi molti di più, di fronte a questo siamo impotenti. I tifosi mi insulteranno, pazienza.»
Petrucci e il peso del marchio NBA
La chiave di lettura di Petrucci è tutta nel valore del brand che si sta affacciando sull’Europa. La NBA ha scelto Roma e Milano come piazze strategiche per il proprio progetto continentale, e un investimento iniziale da tre miliardi di dollari non è un segnale da ignorare. Per il presidente FIP, questo dato da solo spiega molto delle dinamiche in corso.
Il nodo però rimane: a Roma si stanno muovendo due società, ma il posto nella NBA Europe sarà uno solo. Il giornalista lo dice chiaramente, e la risposta di Petrucci è altrettanto diretta: entrambe le realtà coinvolte sono state interpellate e hanno dichiarato di accettare consapevolmente il rischio. Chi resterà fuori, secondo la logica della domanda, difficilmente avrà ragioni per andare avanti:
«Abbiamo fatto questa domanda a loro e tutte e due ci hanno risposto che accettano il rischio.»
Petrucci tiene però a precisare che il basket romano non si esaurisce in questa corsa. La Virtus di Pasqualini e la Luiss di Abete, attive in Serie B, continueranno a investire: su questo il presidente si dice convinto, e lo sottolinea come elemento di stabilità al di là delle grandi manovre in corso ai piani alti.
