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NBA Playoff 2026: le 10 stelle che hanno deluso le aspettative

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Credits Ipa Agency

I playoff NBA 2026 stanno regalando sorprese, ma non tutte positive. Diversi giocatori attesi come protagonisti hanno finora deluso le aspettative, chi per un rendimento insufficiente, chi per un ruolo ridimensionato rispetto a quanto ci si attendeva. Bleacher Report ha stilato una classifica dei dieci nomi più deludenti di questa postseason, valutando le aspettative della vigilia, il peso del ruolo ricoperto e l’impatto negativo sulle sorti della propria squadra.

Giovani in difficoltà e contratti pesanti

In fondo alla lista, al decimo posto a pari merito, troviamo un terzetto di giovani prospetti NBA: Christian Braun, Zaccharie Risacher e Reed Sheppard. Braun è diventato un fantasma in attacco per i Denver Nuggets, al punto da necessitare la presenza costante di Nikola Jokić per essere minimamente coinvolto. Un problema non nuovo, ma che pesa ancora di più considerando l’estensione contrattuale da 125 milioni di dollari che scatterà dalla prossima stagione. Sheppard, con gli Houston Rockets, continua a essere sottoutilizzato, mentre Risacher, prima scelta assoluta del draft meno di due anni fa, è scivolato nelle gerarchie degli Hawks durante l’eliminazione contro i Knicks.

Al nono posto c’è Shaedon Sharpe dei Portland Trail Blazers, il cui debutto ai playoff è stato decisamente negativo: meno del 28% da tre e una difesa insufficiente contro i San Antonio Spurs. Mikal Bridges occupa l’ottava posizione: l’ala dei Knicks ha mostrato un’insolita avversione al contatto fisico, perdendo minuti importanti nei finali di partita.

Settimo posto per Brandon Ingram, che con i Toronto Raptors ha faticato enormemente contro Cleveland: il 37.1% da due dalla media distanza è un dato impietoso per un giocatore che percepirà 81,9 milioni nei prossimi due anni. Infine, al sesto posto, Jalen Johnson degli Hawks è stato oscurato dal veterano CJ McCollum, palesando limiti evidenti nel gioco a metà campo.

Playoff NBA: le stelle che non hanno brillato

Al quinto posto troviamo Derrick White dei Boston Celtics, alle prese con una crisi al tiro profonda: nei playoff tira appena col 25.6% da tre. Con i Celtics costretti a una decisiva Gara 7 contro Philadelphia, White è chiamato a una svolta immediata.

Al quarto posto c’è l’intero quartetto dei Cleveland Cavaliers: James Harden, Donovan Mitchell, Jarrett Allen ed Evan Mobley non sono riusciti a trovare continuità, confermando l’impressione che Cleveland sia ancora una “tigre di carta”. Jalen Duren dei Detroit Pistons è terzo: dopo questi playoff, anche l’ipotesi di un contratto al massimo salariale appare azzardata, data la scarsa efficienza mostrata senza Cade Cunningham al suo fianco.

Al secondo posto c’è, a sorpresa, Nikola Jokić. Rudy Gobert lo ha messo in seria difficoltà per gran parte del primo turno di questi playoff NBA: il tre volte MVP ha convertito meno del 45% dei tiri da due con il francese in campo, un dato lontanissimo dai suoi standard abituali.

In cima alla classifica dei più deludenti c’è Jamal Murray. Il playmaker dei Nuggets ha chiuso i playoff con il 26.1% da tre, un crollo verticale rispetto alla stagione regolare. In Gara 6 ha segnato appena 12 punti, venendo costantemente preso di mira dalla difesa dei Timberwolves. La storia di Jokić, Murray e di questi Nuggets è stata speciale, ma il futuro di questo roster appare oggi più incerto che mai.

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Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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