Soddisfatto ma già con la testa a gara 2. Peppe Poeta ha parlato in sala stampa dopo la netta vittoria dell’Olimpia Milano su Venezia nella prima partita della finale scudetto, tenendo i toni bassi nonostante il risultato.
«Sono chiaramente molto contento. Abbiamo fatto la partita che volevamo, con energia e aggressività, però dobbiamo tenere l’allerta super alta. È solo gara 1, loro hanno tanto talento. Bisogna prendere quanto di buono fatto e rifarlo in gara 2, aspettandoci una Venezia molto carica.»
Il coach biancorosso ha voluto spostare l’attenzione dall’attacco alla fase difensiva, indicandola come il vero fattore della serata: contenere il miglior attacco del campionato a 35 punti all’intervallo è stato, secondo lui, il punto di partenza della vittoria.
Uomini chiave: da Diop a Mannion, passando per Shields
Poeta ha rifiutato la distinzione tra primo e secondo quintetto, sottolineando come giocatori come Bolmaro, Guduric e Ricci abbiano poi chiuso le partite sul parquet. «Oggi sono stati tutti bravi e hanno portato il mattoncino», ha detto, aggiungendo che il gruppo nel complesso non ha lasciato accendere nessuno degli avversari.
Capitolo Diop: Poeta non ha usato mezze misure nel descriverlo, definendolo «devastante» e un giocatore che qualsiasi allenatore vorrebbe avere. Ha però precisato che non ci si può aspettare ogni sera una prestazione da 28 di valutazione, pur riconoscendo che il suo stile di gioco eleva l’intera squadra.
Su Mannion, il giudizio è stato altrettanto positivo: “Una gara intelligente, una crescita evidente anche in difesa, e la capacità di prendersi spazio e fiducia con il lavoro sporco prima ancora che con le qualità offensive, che restano comunque fuori discussione.”
Parole di stima anche per Shavon Shields, che in questa finale ha superato D’Antoni per minuti giocati: «È un leader silenzioso, sia in attacco che in difesa. Ha aiutato molto Brooks», ha detto Poeta, facendogli i complimenti.
Infine, sui soli 6 punti di Armoni Brooks, il coach ha spiegato che anche quando non segna, il suo impatto si sente: genera spazio, attira i migliori difensori avversari e costringe la difesa a fare scelte. I 28 assist di squadra sono stati citati come dimostrazione della qualità nella circolazione del pallone. Ma Poeta ha già chiuso il capitolo gara 1: «Voglio già pensare a gara 2».
