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Olimpia – Reyer G1, la second unit biancorossa: Il gameplan

L’Olimpia Milano inaugura la serie di finale Play-off con un rotondo successo ai danni della Reyer Venezia. I padroni di casa fanno corsa di testa fin dalle prime battute, controllano la sfida, toccando anche il +22 e chiudendo la serata con un eloquente 100-80.
A fare la differenza è la produzione della panchina milanese, protagonista di tutti gli allunghi decisivi nel corso del match, unita a una brutta serata offensiva del reparto esterni della Reyer, che non ha mai dato l’idea di poter impensierire la difesa biancorossa.

Second unit

Nell’analizzare questo successo di Milano bisogna partire dall‘impatto del secondo quintetto. Dall’inizio di questi play-off, Poeta ha trovato un quintetto ben preciso che sta facendo le fortune dell’Olimpia e che spesso rende così bene da rendere molto semplice la gestione dei titolari.
Nella prima sfida del Forum, il quintetto formato da Mannion-Bolmaro-Guduric-Ricci-Diop ha generato ben 1,625 PPP nei 24 possessi in cui è stato utilizzato, lanciando di fatto tutti i parziali decisivi.

Parliamo di un quintetto sicuramente meno talentuoso di quello di partenza, ma che mostra un maggiore equilibrio, che si riflette sullo spacing e sul flusso di gioco. Un handler vero come Mannion rende più efficaci i pick and roll, ben supportato da Bolmaro. Guduric, sgravato dai compiti di costruzione, può fare quello che gli riesce meglio, ossia attaccare i vantaggi creati. Un’ala in grado di aprire il campo come Ricci e un ottimo rollante come Diop, che offre anche letture dallo short roll.

Reyer, che facciamo su questo pick and roll?

Dopo aver elogiato il secondo quintetto dell’Olimpia, è doveroso soffermarsi sulle difficoltà di Venezia nel contenere il pick and roll di Milano. La difesa di Venezia ha concesso un ingestibile 58% da due all’Olimpia, non riuscendo quasi mai a mettere un freno alle rollate degli uomini di Poeta.

Il dato più eloquente sono gli 1,415 PPP concessi sulle situazioni di pick and roll e dovrà essere, necessariamente, la chiave in vista di gara 2 per rientrare nella serie. Andiamo però nello specifico a vedere cosa non ha funzionato, estrapolando come di consueto alcune clip.

  • Sul primo accenno di pick and roll di Milano, Cole e Horton non si intendono. Nessuno cambia e il recupero di Cole è lento, permettendo a Mannion di avere la migliore visione possibile. Inoltre, nessuno mette un corpo contro Diop e per il centro milanese è fin troppo semplice andare al ferro.
  • Si parte con un pick and roll in punta per Guduric. Cole vuole mandare a sinistra il serbo, confidando sullo show di Horton. Il centro veneziano inizialmente non fa la scelta giusta e, quando reagisce, l’esterno di Milano ha già eseguito il repick, sfruttando il lato completamente aperto della difesa. Horton, ancora una volta, non dà un angolo e regala una comoda linea di passaggio per Diop. Sullo short roll non c’è opposizione e Parks ha troppi metri da coprire per il bump. Scarico per Bolmaro, extra-pass per Mannion e tripla.
  • In questo caso la difesa della Reyer reagisce bene sul pick and roll di Bolmaro. Horton e Bowman eseguono un ottimo show che mette in difficoltà il giocatore argentino, il quale scarica in emergenza su Guduric. Il serbo adegua correttamente la posizione come terzo uomo del pick and roll e arriva l’errore di Parks, che vanifica il lavoro dei compagni. Non mette pressione e l’ex Fenerbahçe ha tutto il tempo di servire il rollante.
  • Pick and roll di Guduric in punta. La Reyer opta per fare show e recupero, non concedendo la mano sinistra al giocatore serbo. Mannion ruota in guardia per dare una linea di passaggio al compagno e chiudere il triangolo sul lato. Tessitori reagisce correttamente e Milano è costretta a tornare da Guduric. Altro show, questa volta ben letto dal serbo, che serve Diop per lo short roll. Cole è costretto a ruotare su LeDay, Diop legge la rotazione in emergenza dei lunghi veneziani e riapre per Mannion.

In diverse situazioni difensive, Venezia ha sempre commesso quelle piccole sbavature che hanno permesso a Milano di andare via sul velluto. Come abbiamo imparato dall’inizio dell’anno, quando l’Olimpia riesce a ribaltare il lato con questa facilità, riesce a sfruttare appieno tutto il suo potenziale offensivo.

 

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