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Poeta dopo Gara 3: “Non puoi prendere 110 punti in un closeout game”

Peppe Poeta ha parlato in sala stampa dopo la sconfitta di Gara 3 della finale scudetto al Taliercio, ammettendo senza giri di parole le colpe della sua squadra.

«Complimenti alla Reyer. Ha avuto più energia di noi, hanno preso 16 rimbalzi in attacco e giocato una partita di grande orgoglio. Ce la aspettavamo e noi non siamo stati bravi. Oggi non abbiamo messo la difesa in campo ed è successo quello che accade contro la miglior squadra in attacco del campionato. Non ti puoi permettere di prendere 110 punti in un closeout game. Resettiamo e pensiamo alla prossima partita.»

Il punto più critico, secondo il coach biancorosso, è stato il terzo quarto: l’esatto contrario di quello che Milano avrebbe dovuto fare. Le palle perse hanno alimentato i contropiedi veneziani, dando fiducia a una Reyer che non aveva bisogno di ulteriori stimoli. Poeta ha però ricondotto tutto all’approccio del primo quarto, indicando nella mancanza di pressione e fisicità l’origine dei problemi.

Frequente, nel corso della partita, il richiamo alla calma rivolto ai suoi giocatori. Il coach ha spiegato il senso di quel messaggio:

«Contro una squadra come Venezia, se gli permetti di prendere ritmo diventa difficile arginarli. Hanno talento, hanno tirato bene da tre, fatto canestri difficili. Il mio ‘calma’ significava che non dobbiamo giocare al loro ritmo in casa loro, e non dobbiamo accontentarci di fare un canestro noi e uno loro.»

Sul mancato utilizzo di Tonut nei playoff, Poeta ha fornito una spiegazione legata agli equilibri di squadra: dopo quattro mesi di assenza, il giocatore non ha avuto modo di riprendere ritmo, e i quattro esterni stranieri a disposizione hanno di fatto coperto i suoi minuti.

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