La Germani Brescia è la seconda semifinalista della Final Eight di Coppa Italia e ottiene il pass al termine di una partita molto difficile contro Trento. 78-73 il risultato finale, al termine di una sfida dove la squadra di Molin ha venduto cara la palle e ha “costretto” Della Valle a sfoderare la sua versione migliore.
Della Valle
Se Brescia esce vincitrice dalla sfida con Trento lo devo in buona parte ad Amedeo Della Valle. Autore di 22 punti e di tutti i canestri decisivi nei momenti finali della partita. Ogni qual volta Trento sembrava potersi riavvicinare, ha piazzato le giocate decisive. Inoltre, oltre al bottino offensivo già di per se notevole, ha proposto ottime letture sul pick and roll contro lo show forte proposto da Molin contro di lui. Dimostrazione dei grossi passi avanti fatti come passatore. Attaccante versatile.
L’altra faccia di Mitrou-Long
Se Della Valle ha mantenuto l’andamento delle ultime settimane, Mitrou-Long è stato un po più in ombra. Ha realizzato 14 punti, ma con brutte percentuali dal campo. Anche in una serata non eccelsa dal punto di vista offensivo ha comunque trovato modo di rendersi utile dando una mano nella sua metà campo. Spesso è un aspetto che passa sotto traccia perchè si tende a notare di più la sua produzione offensiva, ma Mitrou-Long è un ottimo difensore sulla palla che permette alla sua squadra di non dover mai usare accorgimenti particolari per nasconderlo. E’ uno straordinario attaccante che non paghi in difesa. La cosa migliore per un allenatore.
Sponde e pick and roll
Una delle chiavi delle vittoria di Brescia passa dalla capacità delle sue seconde linee di leggere le scelte difensive sul pick and roll. Contro Mitrou-Long e Della Valle, Molin opta per spingere verso il fondo, riempiendo l’area per costringerli a tiri contestati. Le seconde linee di Brescia ottime nel punire queste scelte, sia con canestri dall’arco, sia attaccando sul ribaltamento. Trento ha dovuto fare una scelta, Brescia ottima nel giocarci contro.
Bradford-Caroline-Reynolds
E’ il trio che permette a Trento di avere una possibilità contro Brescia. Una delle chiavi della partita di Molin passa proprio dalla loro capacità di attaccare i cambi difensivi. Magro, forte di una batteria di lunghi mobili, opta per per cambiare spesso contro i set offensivi avversari. Sia per proteggere Della Valle, sia per mantenere alta l’intensità della partita. Trento però trova il modo di girare a suo vantaggio questa situazione e genera diversi punti da situazioni di 1 vs 1 pescando il mismatch desiderato. Alla lunga la differenza è nella serata opaca di Flaccadori e Williams, unita a una truppa italiana che non pareggia il contributo della controparte avversaria.
Staffetta su Mitrou-Long
Un altro aspetto che ha funzionato molto bene nella partita di Trento è stata la staffetta su Mitrou-Long. Molin gli manda contro tutto il suo reparto esterni a partire da Forray (che fa un lavoro enorme su di lui per contenerlo arrivando a corto di ossigeno alla fine). Switch difensivi per mettergli sempre un corpo contro e mandarlo dentro sugli aiuti. Stessa situazione usata con Della Valle, con la differenza che l’ex-Pacers è meno abile del compagno in questa situazione nel leggere la difesa.
Dettagli
Alla fine sono i dettagli a condannare Trento. Nelle partite equilibrate spesso sono i gregari a sparigliare le carte. I lombardi hanno spesso trovato giocate importanti da Petrucelli, Corbins e Gabriel (anche se per quest’ultimo fa quasi strano parlare di gregario), cosa che invece non ha fatto la squadra di Molin. Al di fuori del trio descritto poco fa, Trento ha faticato a trovare un apporto che le potesse permettere di vincere. Ci sono stati dei lampi di Williams e Flaccadori (in un paio di situazioni canestri di pregevole fattura). Rotazioni corte, uno dei grossi problemi della stagione trentina.





