L’Olimpia esce sconfitta dalla sfida con il Monaco per 63-72. Milano conduce per 25 minuti ma si spegne sul più bello, subendo un parziale di 20-1 che mette la partita nelle mani dei monegaschi. Determinante l’impatto di Donta Hall su i due lati del campo nel girare la partita. Finirà con 16 punti e 27 di valutazione. Nelle file di Milano solo Shields sembra essere in serata a livello offensivo, autore di 22 punti.
Luce e buio
Questa sera si sono giocate due partite: una fino al 25′ circa controllata da Milano, l’altra nei finali 15′ tutta a favore del Monaco. L’Olimpia ha dato l’impressione di aver pagato lo scotto della partita di martedì, spegnendosi progressivamente con l’andare dei minuti.
Un primo tempo dove Milano ha sempre controllato il ritmo della partita, ha creato buoni tiri e ha proposto una buona staffetta difensiva su James. Nel secondo tempo la difesa Olimpia è inevitabilmente calata, così come il contenimento della transizione, dando campo e ritmo a una squadra che non aspettava altro all’interno della partita.
Piano partita giusto
La partita di questa sera è la classica rappresentazione di un piano partita corretto, non eseguito al 100% per motivi extra-tecnici. Le scelte di Messina per la partita vertono su 3 cose:
- staffetta difensiva su James per costringerlo a scaricare il pallone e provare a vedere se Monaco è in grado di vincerla con altri interpreti. Sempre show aggressivi sulle sue ricezioni e scelta di spingerlo sugli aiuti ogni qual volta partiva in palleggio
- Controlla del ritmo, leggendo molto bene i raddoppi continui sulla palla e facendo lavorare la difesa schierata.
- Ribaltamenti di lato, sia dalle situazioni di pick and roll, sia delle situazioni di isolamento per colpire una difesa non eccelsa e che tende a saltare quando viene attaccata
E nei 25 minuti in cui Milano ha eseguito quanto sopra ha controllato la partita.
Hall
La grande prova di Donta Hall è il motivo principale per cui la partita cambia nel secondo tempo. Dopo un primo tempo in cui Milano è sempre arrivata al ferro, è lui a dare quel giro di vite che permette ai monegaschi di non subire più sotto il proprio tabellone.
In attacco prende possesso della partita nei minuti finali, colpendo sistematicamente la difesa di Milano nelle sue pieghe. Il suo continuo movimento ha dato un ottimo ricevitore a Mike James, il quale ha iniziato a servirlo con costanza. Un continuo movimento per giocare nelle pieghe di una difesa inevitabilmente concentrata sul nemico pubblico N.1.
Lee
L’altro fattore passato sotto silenzio nella vittoria monegasca è Paris Lee. Uno dei principali motivi per cui Rodriguez fatica nella seconda metà di partita, non che il primo a punire seriamente le scelte difensive di Milano. Battezzato, ha il merito di punire dall’arco e dare inizio al parziale che mette davanti la squadra del principato.
James
Inevitabilmente gli occhi erano puntati sul grande ex e la sua partita è stata molto più di sostanza di quanto dicano le cifre. A inizio partita ha faticato non poco a prendere ritmo contro una difesa che gli ha sempre messo un corpo contro e lo ha spesso costretto a difficili letture. Lui ha il merito di non scomporsi e di leggere cosa gli ha dato la partita. Nel finale non sbaglia una singola scelta offensiva.





