Tre nuovi palazzetti pronti a debuttare, la questione infrastrutture al centro del dibattito, e uno sguardo al futuro che porta dritto all’NBA Europe. La presentazione della nuova stagione di Lega Basket, andata in scena a Milano, ha messo sul tavolo i temi più caldi del basket italiano.
Il presidente LBA Maurizio Gherardini ha aperto con un messaggio chiaro sul tema degli impianti: Bologna, Cantù e Venezia inaugureranno nuove arene nel corso della stagione, e per lui questo è il punto di partenza imprescindibile per qualsiasi crescita:
«Se non migliorano le infrastrutture, non si migliora: questa è la chiave. Ce la possiamo fare solo lavorando assieme. LBA sono i club e loro devono percepirlo in maniera totale.»
Gianni Petrucci ha celebrato il ritorno di Roma nel massimo campionato, sottolineando quanto le grandi città siano decisive per lo sviluppo del movimento. Poi ha alzato l’asticella parlando di NBA Europe, progetto che a suo avviso cambierà gli equilibri del basket continentale:
«Il marchio più importante al mondo, assieme alla Formula 1, investe in Europa e in Italia: sarà il campionato più importante.»
Andrea Bargnani ha spostato il focus su un altro nodo strutturale: rendere le proprietà dei club economicamente più solide e appetibili è, secondo lui, la sfida principale che il sistema deve affrontare.
Televisione e giovani: due fronti aperti
Sul fronte della copertura mediatica, Sky confermerà due partite a turno, mentre LBA TV punta su una piattaforma rinnovata con tutte le gare disponibili e una nuova funzione multiview per seguire più match in contemporanea.
Il commissario tecnico della Nazionale Luca Banchi ha parlato di una fase nuova per il basket italiano, ma ha lanciato anche un segnale d’allarme sul fronte dei giovani. Tredici giocatori italiani hanno scelto di trasferirsi negli Stati Uniti per giocare in Division I NCAA, e il rischio è di perdere talenti senza avere gli strumenti per riportarli in patria:
«Dovremo avere una piattaforma pronta per attirarli nel nostro campionato.»
Un avvertimento che suona come una sfida aperta: costruire un sistema abbastanza competitivo da convincere i migliori prospetti italiani a scegliere la LBA invece dell’università americana.




