Difesa
Per quanto riguarda la metà campo difensiva, i numeri restituiscono il profilo di un difensore complessivamente nella media, ma con caratteristiche che gli permettono di avere un impatto superiore in determinati contesti. Olivari non dispone di una struttura fisica particolarmente favorevole per dimensioni e lunghezza, un limite che può emergere soprattutto contro avversari più grandi e nelle situazioni di mismatch. Compensa però questa carenza con rapidità di piedi, aggressività e una pressione costante sul portatore di palla. Nella scorsa stagione in G-League ha concesso 0.919 PPP, dato che fotografa un rendimento solido ma non quello di uno specialista assoluto.
Nelle ultime stagioni ha sempre viaggiato sopra la soglia di un recupero di media a partita, dimostrando di essere un giocatore particolarmente attivo sulle linee di passaggio. Quando si trova sul lato debole riesce infatti a mantenere una buona presenza visiva sia sul pallone sia sul proprio uomo e, quando legge correttamente la traiettoria del passaggio, sfrutta il cambio di velocità necessario per intervenire e trasformare una rotazione difensiva in una palla recuperata.
L’aspetto più interessante del suo profilo difensivo riguarda proprio la capacità di lavorare sul point of attack. Olivari è un difensore che cerca di togliere spazio al portatore di palla fin dai primi secondi del possesso, sfruttando rapidità di piedi e capacità di cambiare direzione per rimanere davanti all’attaccante. Non sempre la sua struttura fisica gli permette di assorbire il contatto o contenere completamente il primo passo, ma la pressione che esercita può sporcare le linee di penetrazione e costringere il palleggiatore ad anticipare le proprie decisioni.
Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla gestione di questa aggressività. Olivari tende talvolta a voler produrre la giocata difensiva invece di limitarsi a contenere il vantaggio avversario: cerca la deviazione, prova ad anticipare il passaggio o forza eccessivamente il contatto sul portatore. Quando l’intervento non riesce, può perdere la propria posizione e trasformare una buona pressione individuale in un problema collettivo, costringendo i compagni ad abbandonare il proprio uomo per coprire il vantaggio creato. I passaggi a vuoto si vedono anche in termini di perdita della concentrazione o di una gestione eccessivamente aggressiva del proprio intervento. Sono situazioni numericamente limitate, ma che potrebbero continuare ad esserci per un giocatore destinato ad avere responsabilità offensive importanti: la sua efficacia difensiva dovrà necessariamente essere dosata lungo l’arco dei 40 minuti.
Nel complesso, Olivari possiede dunque gli strumenti per essere un difensore di impatto, pur non avendo il profilo fisico dello specialista tradizionale. L’aggressività, la rapidità laterale e la capacità di anticipare le linee di passaggio gli permettono di compensare almeno in parte il deficit di centimetri e di lunghezza che può pagare contro determinati matchup. Il margine di crescita principale riguarda invece la continuità: dovrà imparare a mantenere lo stesso livello di attenzione e intensità anche nei possessi meno “stimolanti”, senza alternare sequenze di grande pressione a momenti di minore lucidità difensiva.
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