Attacco
Parliamo di un esterno di poco superiore ai 190 cm, in grado di ricoprire sia il ruolo di playmaker sia quello di guardia. Synergy lo identifica come un secondary ball handler, ovvero un giocatore capace di gestire il pallone e creare vantaggi, ma che esprime il proprio rendimento migliore quando viene affiancato a un primary ball handler in grado di assumersi la responsabilità principale della costruzione del gioco.

Un primo elemento da osservare riguarda il tiro perimetrale. Analizzando la mappa di tiro dell’ultima stagione e confrontandola con quelle degli anni precedenti, emerge come Olivari non sia mai stato un tiratore particolarmente costante. L’incostanza dall’arco ha rappresentato uno dei principali limiti del suo percorso NBA, ma il trasferimento in Europa potrebbe offrirgli condizioni leggermente più favorevoli: la distanza della linea da tre punti inferiore, per esempio, lo potrà in parte aiutare.
Come si può vedere nel video una delle qualità più interessanti del gioco off the ball di Olivari è la capacità di riconoscere gli spazi che la difesa lascia disponibili e occuparli con il giusto timing, mettendosi costantemente nella linea di visione del portatore di palla. Non si limita quindi ad attendere lo scarico, ma legge il posizionamento dei difensori e cerca di modificare la propria collocazione in funzione dello sviluppo del possesso.
Gli angoli rappresentano la sua comfort zone. È proprio da queste posizioni che Olivari riesce a esprimere le proprie percentuali migliori, beneficiando sia di una distanza leggermente inferiore dal canestro sia, soprattutto, della possibilità di ricevere quando è già posizionato e pronto per il tiro. Nelle situazioni di spot-up, l’ex Xavier produce 1.100 PPP (punti per possesso, fonte Synergy), a fronte di un utilizzo significativo, pari al 27.1% dei suoi possessi offensivi. Ancora più efficace risulta quando può concludere immediatamente sulla ricezione, senza mettere il pallone a terra: nel catch-and-shoot produce infatti 1.145 PPP.
Se sugli scarichi Olivari riesce a essere particolarmente efficiente, il quadro cambia quando deve essere lui stesso a creare il vantaggio a partire da una ricezione dinamica. Nelle situazioni di handoff e nelle uscite dai blocchi mostra comunque buone qualità nel momento in cui riesce ad arrivare sulla ricezione con un vantaggio già costruito: in questi casi sa sfruttare la propria struttura fisica e la forza della parte superiore del corpo per assorbire i contatti e concludere al ferro anche contro avversari più grossi e alti di lui.
Qualche difficoltà emerge quando è invece costretto a costruire la propria conclusione durante il movimento. Olivari è molto più efficace quando può ricevere e attaccare il close-out rispetto a quando deve muoversi per ottenere la ricezione e successivamente compattarsi per effettuare la conclusione. È una distinzione importante perché evidenzia come il suo tiro renda al meglio quando il possesso gli consente di predisporsi per una ricezione in equilibrio, mentre perda parte della propria efficacia quando deve combinare movimento, ricezione e conclusione in un’unica sequenza.
Il pick and roll non rappresenta il suo “pane e burro” come direbbero dall’altra parte dell’oceano, con 0.729 PPP prodotti nell’ultima stagione. A Trento, tuttavia, il ruolo previsto per Olivari lo porterà inevitabilmente a essere coinvolto con maggiore frequenza nei giochi a due. La qualità delle sue letture dopo il blocco rappresenta quindi uno degli aspetti più interessanti da monitorare.
Dal punto di vista tecnico, Olivari possiede buoni tempi di lettura sulle situazioni di short roll, sugli scarichi e sulle rotazioni che si aprono dopo il primo vantaggio. Il limite è piuttosto nella fase precedente: tende a utilizzare il pick and roll con l’obiettivo prioritario di trovare una soluzione personale, cercando di attaccare direttamente il ferro o di creare separazione per la propria conclusione. Quando il primo vantaggio non si concretizza, la sua efficacia cala e diventa più complicato per lui mantenere la pressione sulla difesa e spesso cade in conclusioni forzate. Quando non riesce a trovare una conclusione in area, Olivari tende inoltre a preferire il floater in corsa rispetto alla soluzione in arresto e tiro. È una scelta coerente con il suo modo di attaccare il pick and roll, ma che nell’ultima stagione non ha prodotto risultati particolarmente convincenti, fermandosi a 0.74 PPS. Che gli allenamenti con Toto Forray possano aiutarlo ad affinare questa conclusione?
In definitiva, Olivari è un esterno in grado di incidere sia con la palla sia lontano dalla palla, ma attraverso modalità differenti. Sugli scarichi piazzati rappresenta una minaccia perimetrale affidabile, mentre nelle ricezioni dinamiche la sua pericolosità si sposta maggiormente verso l’attacco del close-out e la penetrazione piuttosto che verso la conclusione immediata. È proprio questa capacità di trasformare una ricezione in movimento in un vantaggio verso il ferro che può renderlo particolarmente funzionale all’attacco bianconero.
Resta da affinare il rendimento nel pick and roll, soprattutto nella gestione del possesso quando la prima soluzione viene negata. Insieme a Darius Brown, Olivari sarà infatti chiamato a garantire una parte importante della creazione primaria e secondaria della Dolomiti Energia: aumentare la qualità delle letture e ampliare il ventaglio delle soluzioni dopo il blocco sarà determinante per il suo impatto offensivo.
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