La scelta di Quinn Ellis di lasciare l’Eurolega per il college americano non è una notizia isolata. È il sintomo di un cambiamento strutturale che sta riscrivendo le regole del mercato internazionale. A Backdoor Call, Marco De Benedetto va oltre la singola storia e analizza quello che davvero questa vicenda rappresenta: un punto di non ritorno per il basket europeo.
“Quinn Ellis è la punta di un iceberg molto grosso, perché ovviamente il fatto che un playmaker che ha fatto una stagione da titolare in Eurolega vada via dall’Eurolega per non andare nell’NBA, ma andare in una terza situazione che fino all’altro ieri era un qualcosa di completamente diverso, cambia già di per sé ovviamente la percezione di come sarà il futuro. Il tema economico non si può non nominare, non considerare come parte principale della scelta, perché chiunque tiene la pallacanestro per lavorarci con qualsiasi ruolo davanti a un tale ammontare di soldi, sarebbe disonesto nel dire no, non bisogna andare. Poi nella peggiore delle ipotesi, anche se un anno nella Big East non darà niente di nuovo a livello tecnico, secondo me, Quinn può tornare tra un anno, col portafoglio molto più grosso e ripartire da dove aveva mollato. La cosa su cui interrogarsi di più è per quanto tempo e quanti soldi avranno dall’NCAA da erogare in questo modo, perché questo è quello che cambia di più il mercato a livello globale, perché per un Quinn Ellis così eclatante ci sono tanti altri giocatori di medio, ma anche addirittura medio-basso livello o non pronti semplicemente, che vanno di là e vanno a prendere dei soldi che qua non vedrebbero mai e che quindi cambiano le condizioni del mercato internazionale, a catena, a tutti i livelli.”





