Misko Raznatovic è il più potente agente del basket europeo e potremmo dire in lizza per essere uno dei più influenti del mondo. Ha giocatori di assoluto rilievo come assistiti ed è stato ospite del format SKWEEK per parlare della sua carriera e dei suoi successi, raccontando una delle poche storie in cui ci sono stati attriti forti con una società, poi però sistemati.
Non è così difficile. Non risolverò mai un contratto se sono in ritardo di tre o cinque giorni, capisco perfettamente la situazione europea. Non è la NBA: a volte, o spesso, gli sponsor sono in ritardo con i pagamenti. Ma i contratti e le regole sono molto chiari e devono essere rispettati. Raramente, una volta ogni dieci anni, un club prende la cosa sul personale. È successo lo scorso anno con il Partizan Belgrado, quando Yam Madar ha lasciato il club. Loro l’hanno presa male. Ora, dopo un anno, quando ne abbiamo parlato, mi hanno confermato che avevo ragione, ma allora erano arrabbiati perché si aspettavano più supporto da me, essendo serbo e “uno di casa.” Se avessi potuto aiutarli senza danneggiare gli interessi del mio cliente, l’avrei fatto. Ma in quel caso non era possibile. Il mio dovere è proteggere gli interessi dei giocatori, a qualunque costo.





