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Reggio Emilia aspetta Tortona nello scontro diretto per il quinto posto

Alla vigilia dello scontro diretto con Tortona, l’allenatore della Una Hotels Reggio Emilia Dimitris Priftis abbassa i toni sul discorso quinto posto e mette al centro delle priorità la certezza del sesto: quella posizione che garantirebbe alla sua squadra l’accesso diretto ai gironi della stagione regolare della Basketball Champions League. Dopo una seconda parte di stagione straordinaria, l’obbiettivo non è poi così distante Ecco le parole del coach greco raccolte da La Gazzetta di Reggio:

«Il quinto posto in ballo con Tortona? Sarei contento di mantenere l’attuale sesta posizione, perché ci garantirebbe di entrare nei gironi della Bcl»

Domani al PalaBigi i biancorossi dovranno ancora fare a meno di Stephen Brown, fermo da circa un mese per una botta al ginocchio. Il recupero del play americano non sta rispettando i tempi previsti e servirà almeno un’altra settimana prima di poterlo valutare.

«Con Tortona non giocherà, poi valuteremo giorno per giorno in vista di Napoli»

La sua assenza pesa, e Priftis non lo nasconde: senza Brown, anche Troy Caupain e Jaylen Barford perdono un riferimento importante in termini di energia e dinamiche di gioco.

Il ritmo come chiave tattica

Tortona è una squadra che impone un’intensità alta, con qualità diffuse, una panchina lunga e una propensione a giocare a ritmi elevati. Caratteristiche che si scontrano con le abitudini di Reggio Emilia, che preferisce controllare il tempo della partita.

«Per noi è importante controllare il ritmo, Tortona gioca in maniera più veloce rispetto a quello che preferiamo fare noi. Dettare il tempo giusto ci aiuterebbe a perdere meno palloni, a prendere buoni tiri e a fare buone scelte»

Priftis segnala anche una criticità specifica: a rimbalzo Reggio Emilia ha qualche debolezza che dovrà essere compensata con un lavoro collettivo. Niente soluzioni individuali, ma una risposta di squadra.

Sul piano della crescita del gruppo, il coach sottolinea i progressi di Jaime Echenique, diventato secondo lui molto più produttivo rispetto all’inizio della stagione. Un miglioramento che Priftis attribuisce al lavoro quotidiano, esteso a tutto il roster.

Chiusura con i piedi per terra, nel segno dell’equilibrio tra ambizione e consapevolezza:

«C’è la realtà e poi c’è il sogno, non dobbiamo scordarci dove eravamo qualche mese fa. Dobbiamo essere contenti di essere ai playoff per il terzo anno di fila»

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