Il peggior inizio di stagione della storia di Napoli, al pari della De.Pi. degli anni ’80, ha fatto sprofondare nello scontento e, ancor peggio, nella rassegnazione tutto il capitale d’entusiasmo che era stato accumulato con la vittoria della Coppa Italia dello scorso anno. Il Napoli Basket, salvo improbabili miracoli, non difenderà il titolo conquistato a Torino; non si avvicinerà nemmeno all’evento.
L’unico pensiero è una salvezza che si è complicata parecchio.
Dovesse essere raggiunta, in extremis, non renderà positiva un’annata partita con ben altri presupposti.
Errori e spaccature interne
Il tutto è figlio di una serie di scelte che, già in estate, apparivano come scommesse, capaci tanto di portarti in alto come di costringerti a soffrire per mantenere la categoria.
Si sono rivelate disastrose, basti vedere che già sono stati salutati senza rimpianti sia Jordan Hall, sia Deane Williams, sia Dario Dreznjak, subito approdato a Cremona, con Charles Manning già avvisato dal neo tecnico Giorgio Valli, o si dà una svegliata o farà bene a cercarsi una nuova destinazione.
A ciò si aggiungano le condizioni fisiche di Kevin Pangos, assente per infortunio tra la terza e la sesta giornata.
Figlio, soprattutto, di una precisa presa di posizione della dirigenza a favore di Igor Milicic e contro alcuni protagonisti della scorsa stagione, con tanto di Jacob Pullen a twittare accuse pesanti sia nei suoi confronti che verso il responsabile dell’area tecnica Pedro Llompart.
È la punta di un iceberg di spaccature apparse anche evidenti a chi era in conferenza stampa nel momento in cui è stato tagliato Jordan Hall, decisione annunciata come meramente tecnica in un comunicato stampa e rivelatasi di altra natura proprio per bocca di Milicic con un lapidario “non meritava di stare con noi e non per questione di talento“.
La stessa gestione del rapporto con l’allenatore ha messo ulteriore benzina sul fuoco.
Che la squadra avesse avuto una crisi di rigetto nei confronti della propria guida tecnica era apparso chiaro già a Sassari, lì ci si sarebbe aspettati una presa di posizione forte ed inequivocabile, o esonero o conferma granitica ai media per mandare un messaggio allo spogliatoio e responsabilizzare i giocatori.
Si è scelta una via di mezzo che ha solo allungato l’agonia, facendo sprofondare le ambizioni partenopee fino all’inevitabile, a quel punto, epilogo.
Giorgio Valli ha accettato una sfida ai limiti dell’impossibile e l’ha fatto, al primo contatto con i media, in maniera decisa, dicendo anche cose scomode per orecchie sia esterne che interne al club.
S’impone, quindi, la linea dell’AD Alessandro Dalla Salda, non esente da responsabilità soprattutto per quanto riguarda la questione Title Sponsor; egli stesso ha ammesso di aver valutato forse troppo il marchio, rifiutando discrete offerte ritenute, però, troppo al di sotto delle richieste (oltre 1 milione).
La squadra, rinforzatasi con Erick Green (al momento ai box per infortunio) e Ben Bentil, dovrà scrollarsi di dosso tanti fantasmi, la società, invece, resta attiva sul mercato e sarebbe sulle tracce, come riferito dalla trasmissione social Small Ball 081, di Giordano Bortolani, chiuso all’Olimpia dall’arrivo di Nico Mannion.
Le zavorre di un avvio horror
A preoccupare, in casa Napoli, non è tanto il record di 0-8, proprio l’anno scorso Treviso è riuscita a salvarsi con un handicap anche maggiore, quanto le zavorre delle sconfitte rimediate contro 4 dirette concorrenti per la permanenza in massima serie come Pistoia, Sassari, Cremona e la stessa Nutribullet.
Coach Valli ha, come primo compito, rendere più solida la difesa colabrodo vista in queste prime 8 gare, ma anche riorganizzare un attacco confuso che ha prodotto sì 79,2 punti a partita, ma con 0,91 punti per possesso.
Spesso e volentieri i punti segnati sono arrivati per mero talento, più che per esecuzione corretta delle regole offensive, forse un po’ troppe per qualche osservatore esterno, imposte da Milicic.
Normalizzare e semplificare, questo il mantra di un allenatore chiamato a riportare equilibrio e serenità ad un roster troppe volte apparso preda di paure ed isterismi.
Giocatore Chiave
Non può che passare da Kevin Pangos il riscatto partenopeo.
In quattro gare senza di lui si è vista una squadra a tratti spaesata; con il canadese in campo, il primo beneficiario della sua presenza è stato Tomas Woldetensae, ma anche gli altri compagni si sono trovati meglio sul parquet.
Il tutto prima del quarto periodo horror visto contro Treviso, il messaggio che tutti i giocatori hanno mandato alla dirigenza con scritto “Non ne possiamo più di Igor Milicic“.
Di tutte le scommesse estive, questa è quella più pesante, sia dal punto di vista economico che dal versante tecnico.
Una sfida che Giorgio Valli dovrà provare a vincere.
Prossime Partite
Le prossime tappe si presentano complicatissime, a partire dalla visita in casa della capolista Trento. Gli uomini di Galbiati, privi di Mawugbe e Niang, affronteranno stasera il Besiktas in Eurocup e potrebbero patire la stanchezza, tuttavia il tecnico ex Torino e Cremona ha già dimostrato di saper tirare fuori rotazioni aggiuntive a sorpresa, dando fiducia ai giovani del gruppo, guai quindi a pensare ad un’Aquila in versione ridotta.
L’esordio casalingo in panchina per Giorgio Valli sarà contro l’Unahotels Reggio Emilia, poi altra trasferta a Brescia, prima del derby con Scafati.
Queste due ultime partite potrebbero rivedere in campo Erick Green.
