Venticinque minuti sul parquet contro la Bertram e una prestazione che ha lasciato il segno: 7/11 dal campo, 7/7 ai liberi, 7 rimbalzi e 30 di valutazione. Riccardo Visconti ha convinto tutti, e il riconoscimento di MVP dell’intera giornata di LBA è arrivato come naturale conseguenza. Il tutto dopo i 24 punti segnati contro Tortona, quelli che avevano regalato a Reggio Emilia il primo successo stagionale in campionato.
Visconti, 28 anni, torinese, non è uno che si perde in celebrazioni. Sa bene da dove vengono certe prestazioni, come ha dichiarato a TuttoSport:
“Sono contento ma anche consapevole che si tratta di una situazione costruita attraverso il lavoro svolto insieme fin dal precampionato. Abbiamo giocato le prime due partite e questo ci bruciava; poi sia in Coppa sia con Tortona abbiamo trovato un clima ottimale e abbiamo centrato gli obiettivi. Le mie prestazioni sono state molto buone ma se avessimo perso non sarebbe stata la stessa cosa.”
Il punto non è solo il rendimento individuale, ma come la squadra ha saputo tenere nei momenti di difficoltà. Contro Trento e Napoli la Reggiana non era riuscita a ricompattarsi; con Derthona, invece, il gruppo ha retto e ognuno ha dato il suo contributo, compreso chi ha dovuto sopperire all’assenza di Rossato.
Visconti sente meno pressione, più energia e il rapporto con Priftis
Visconti ha anche raccolto 14 punti in Basketball Champions League, con il premio di miglior in campo — un magnum di lambrusco offerto da uno sponsor. Ma ciò che colpisce, al di là dei numeri, è l’approccio mentale con cui affronta ogni partita, indipendentemente dai minuti a disposizione:
“Ho iniziato questa avventura proprio con l’idea di mettermi a disposizione a seconda delle necessità. I minuti che mi vengono concessi, tanti o pochi, non devono cambiare la mia attitudine, che è quella di dare tutta l’energia possibile. Entrare in campo con questa idea mi fa avvertire meno la pressione e mi fa stare meglio.”
Un atteggiamento che trova terreno fertile nel rapporto con coach Dimitris Priftis, descritto come un allenatore capace di spingere i suoi giocatori oltre i propri limiti:
“Quando mi viene chiesto tanto e mi viene data fiducia, riesco a rendere meglio. È una costante.”
Stabilità cercata e il Vlog come valvola di sfogo
A 28 anni, Visconti porta con sé un bagaglio fatto di tante maglie, in Italia e all’estero. Fino a qualche anno fa aveva sempre firmato contratti biennali; poi le cose sono cambiate, spesso non per scelta sua. Oggi a Reggio Emilia ha un accordo annuale con una clausola che consente a entrambe le parti di separarsi già a novembre. Non è la stabilità che cerca, ma l’ambiente gli ricorda qualcosa di positivo:
“Qui mi sembra di rivivere la mia prima esperienza in Spagna, a Granada”, racconta, riferendosi a quando gli vennero affidate responsabilità precise e lui ne prese altre in autonomia. Un parallelo che dice molto su come si sente in questo momento.
Fuori dal campo, Visconti gestisce un Vlog che conta 28mila iscritti su YouTube, dove mostra la sua quotidianità da cestista professionista senza filtri. La tesi di laurea magistrale in sport management era dedicata proprio al personal branding di un atleta, e il progetto digitale ne è la naturale estensione:
“Nel video si vede il Riccardo autentico: non ho timore a espormi, a mostrare i sentimenti, anche a piangere. Voglio normalizzare la vita di un atleta professionista. Quando ricevo il messaggio di ringraziamento di un ragazzo, o quello di un genitore che mi dice come suo figlio abbia tratto ispirazione dai miei video, è molto più potente di qualsiasi hater.”




