Il ritorno in zona difensiva nel basket è sempre una situazione molto discussa e discutibile, ma la domanda è: sappiamo tutti la regola nella sua correttezza? Lo sanno anche i protagonisti in campo e panchina? Facciamoci spiegare tutto da Silvio Corrias, utilizzando una situazione successa ieri nel derby di Atene con Walkup protagonista.
Ritorno palla in zona di difesa. Sfatiamo un mito, non esistono le diciture: campo, doppio campo e passaggio indietro!
Per ritornare in difesa la palla deve arrivare in zona di attacco ed ovviamente tornare in difesa. Perché la palla sia considerata in zona di attacco, ci vuole che un giocatore della squadra che la controlla, abbia entrambi i piedi in zona di attacco (a contatto del terreno di gioco) e la trattenga o la palleggi in zona di attacco. Una volta giunta in attacco, se senza un tocco di un avversario, la palla torna in zona di difesa e tocca o è toccata da un giocatore della squadra che la controllava: si verifica una violazione.
I tre criteri sono:
• Controllo di palla di una squadra in zona di attacco (come sopra)
• Ultimo tocco in attacco di un giocatore della squadra in controllo
• Primo tocco in difesa di un giocatore della squadra in controllo
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Prendiamo ad esempio una situazione successa nel derby di Atene di ieri sera.
Walkup, provenendo dalla sua zona di difesa si arresta con un piede in attacco ed uno in difesa: la palla non è ancora giunta in attacco. Walkup passa la palla verso Papanikolau che si trova con entrambi i piedi in zona di attacco. Appena Papanikolau prende la palla: la palla è giunta in zona di attacco. L’arresto ed il passaggio di Walkup – a dispetto delle proteste del Pana e di tutto il palazzo – sono assolutamente legali. Nessuno però si accorge che mentre la palla è in volo, verso Papanikolau, lo shotclock segna 15”: Olympiakos ha quindi commesso una violazione di 8” – non fischiata – perché la palla non è arrivata in zona di attacco (deve toccare il terreno, un qualunque giocatore, o un arbitro che si trovi completamente in zona di attacco!
Nella posizione di arresto, sempre nel rispetto della regola degli 8” Walkup avrebbe potuto stabilire un piede perno ed alzare uno dei due piedi, rimettendolo esattamente nello stesso posto senza commettere violazione. Avrebbe potuto passare la palla ad un compagno in zona di difesa, oppure riportare il piede dalla zona di attacco a quella di difesa, senza commettere violazione.
