L’ufficialità è arrivata, Roma tornerà in Serie A1 di basket. Ora l’attenzione si sposta su quello che sarà il progetto concreto della nuova franchigia, con la cordata guidata da Donnie Nelson chiamata a sciogliere i nodi principali entro pochi giorni, come riporta Il Messaggero.
In città, nelle ultime settimane, è stato avvistato principalmente Rimantas Kaukenas, braccio operativo di Nelson, impegnato tra l’altro a prendere contatti con l’Ente gestore del Pala Eur, che nelle intenzioni iniziali avrebbe dovuto ospitare la nuova squadra. Un quadro che però si è complicato con l’offerta di Paul Matiasic, che ha rimescolato le carte in tavola.
Il nodo allenatore e le mosse di Nelson
Tra le questioni aperte c’è quella della panchina. Ettore Messina non sarebbe stato contattato, ma secondo quanto trapela sarebbe disponibile ad allenare nella Capitale. Luca Banchi, invece, ha scelto di non prendere in considerazione offerte dai club: la sua priorità è la Nazionale, impegnata nelle qualificazioni ai Mondiali 2027 con appuntamenti fissati ai primi di luglio e a fine agosto.
Sarà Nelson in persona a fare chiarezza sull’intero progetto, a partire proprio dalla scelta del coach. La cordata americana si presenta con credenziali di rilievo: è stato Donnie Nelson a portare Luka Doncic a Dallas, e fu sempre lui a scoprire Sarunas Marciulionis, uno dei primi europei ad approdare in NBA, poi allenato dal padre Don a Golden State.
Bianchini: «Un punto di riferimento per tutto il basket italiano»
A commentare il ritorno del grande basket a Roma è Valerio Bianchini, storico allenatore degli anni Ottanta, che non nasconde il proprio entusiasmo.
«Riportare una squadra di vertice a Roma è un fatto di grande utilità perché vuole dire avere un punto di riferimento per tutti, sarebbe importantissimo per il basket italiano.»
«L’NBA ha indicato Milano e Roma come le due piazze di riferimento. Il progetto è bellissimo: unire NBA e FIBA significa avere la garanzia del basket europeo e allo stesso tempo la capacità di fare business tipico statunitense.»
Bianchini lancia però anche un avvertimento: avere due squadre nella stessa città potrebbe generare concorrenza, un tema che la Federazione avrebbe dovuto affrontare per tempo. Sul gruppo di Nelson, però, il giudizio è positivo: sembrano attenti alle regole e hanno le idee chiare su come presentarsi alla città.
Quanto alla Virtus Roma 1960, attualmente impegnata nei playoff insieme alla Luiss per conquistare la A2, Bianchini si dice apertamente favorevole a una sua promozione.
«Sarei molto contento se la Virtus fosse promossa. potrebbe essere una squadra di sviluppo dove mandare i giocatori a maturare un anno.»
In città l’entusiasmo cresce, nonostante qualche resistenza da parte di alcuni gruppi di tifosi storici della Virtus Roma. L’ultima partita in Serie A1 risale al 22 novembre 2020, a Cantù, prima che Claudio Toti ponesse fine all’avventura una ventina di giorni dopo. Sei anni di assenza dal basket che conta, durante i quali la Serie A ha perso visibilità nell’intera regione Lazio. Ora l’attesa è tutta per le prossime mosse di Nelson.
