Il ritorno di Roma nel basket di Serie A diventa ufficiale con il passaggio del titolo sportivo da Cremona alla Capitale, una mossa attesa da tempo e ora certificata dalla Federazione Italiana Pallacanestro guidata da Gianni Petrucci.
Per il presidente FIP, si tratta di un passaggio che va oltre la burocrazia sportiva e che si inserisce in un progetto più ampio di rilancio del movimento:
“Possiamo dire che i sogni possono trasformarsi in realtà. Il movimento del basket ha bisogno di Roma e Roma voleva di nuovo il basket di Serie A”, come riporta La Gazzetta dello Sport.
Roma tra progetti solidi e nuove ambizioni
La Capitale non riparte da zero. Realtà come Virtus GVM Roma 1960 e LUISS Roma Basket hanno già dimostrato competitività, raggiungendo i playoff con percorsi differenti ma strutturati su basi solide.
A rafforzare il quadro c’è anche la programmazione federale: Roma ospiterà le finali nazionali giovanili e un clinic tecnico con il commissario della Nazionale Luca Banchi e con Zeljko Obradovic, segnali di un’attenzione crescente verso il territorio.
Il nodo impianti e il caso PalaEur
Sul fronte infrastrutturale restano però criticità importanti, a partire dal PalaEur e dalla gestione degli spazi. Petrucci, su questo punto, mantiene una posizione defilata:
“Non entro nel merito della trattativa per gli spazi dell’impianto, non è di mia competenza. Posso dire però che c’è il Palazzetto e che presto sarà a disposizione il centrale del Foro Italico con la copertura che lo renderà polifunzionale. Devo fare i complimenti a Sport e Salute per il grande lavoro che sta facendo”
LBA, stranieri e dialogo aperto con la FIP
Sul piano politico-sportivo, la Lega Basket Serie A ha deciso di non forzare la mano sulla proposta di modifica del rapporto tra italiani e stranieri, ritirando temporaneamente l’ipotesi di cambiamento del formato.
Una scelta che la FIP accoglie come apertura al confronto, pur allargando il perimetro della discussione:
“Ho apprezzato la decisione del presidente Gherardini e dei club di Serie A. Cercheremo di confrontarci per mettere a fuoco i problemi e trovare soluzioni. Il nodo però non può essere solo sul numero di stranieri, ma piuttosto generale”
E sulla propria autonomia decisionale, Petrucci ribadisce una linea netta:
“Non mi faccio condizionare e non mi sono mai fatto imporre idee da nessuno nella mia vita sportiva. Ho superato problemi ben più pesanti. Come presidente della FIP io rappresento il basket nazionale, di tutte le componenti”
Un equilibrio ancora da costruire
Il ritorno di Roma in Serie A rappresenta un passo simbolico e sportivo importante, ma apre anche una fase delicata: tra strutture da consolidare, governance da definire e un ecosistema che cerca un nuovo equilibrio tra Lega e Federazione.
