Home Lega Basket Rossato si prende Reggio Emilia: “Saremo i guastafeste dei playoff”

Rossato si prende Reggio Emilia: “Saremo i guastafeste dei playoff”

63
Riccardo Rossato
Foto A.Travaglioli / Ciamillo-Castoria

Riccardo Rossato è arrivato a Reggio Emilia a gennaio, nel mezzo di una stagione complicata, dopo l’esclusione di Trapani dal campionato. Ventinove anni, playmaker, una carriera costruita tappa dopo tappa sfidando chi non ci credeva. Oggi è uno dei protagonisti assoluti della UNA Hotels, una squadra che si presenta ai playoff con ambizioni da guastafeste.

Il percorso non è stato semplice nemmeno nell’immediato. Arrivare a stagione in corso, in una nuova piazza e con il ritmo gara da ritrovare, non è mai banale, come ha raccontato a Il Corriere dello Sport:

“I numeri dicono questa cosa ma la realtà è che quando sono arrivato a Reggio ero in una condizione atletica complicata. Ho dovuto mettermi di brutto, lavorare molto duro per riprendere la strada giusta. Io ho lavorato sodo e la squadra mi ha aiutato. E oggi eccoci pronti per la volata finale.”

Il risultato di quel lavoro è una squadra che si presenta alla fase decisiva della stagione in ottima forma, con la consapevolezza di poter dire la sua fino in fondo:

“Sul fatto che siamo in un ottimo momento di forma mi sembra non si possa discutere. Arriviamo alla fase decisiva della stagione, quella dove si assegnerà lo scudetto, con il pieno al serbatoio e pronti a giocarcela. Non siamo certo noi ad essere partiti per puntare al massimo ma ora che siamo in ballo balleremo. Mi piace l’idea che potremmo essere dei guastafeste. E faremo di tutto per vestire questo abito.”

Riccardo Rossato: da Mestre a Reggio Emilia, passando per mezza Italia

Rossato è nato a Venezia e ha mosso i primi passi nel basket crescendo nella società di Mestre, che condivide lo stesso palazzo della Reyer. Una scelta, quella di non restare lì, che racconta molto del suo carattere:

“Ero a casa e la Reyer mi metteva un po’ paura. Lì cercavano di costruire giocatori per la Serie A. Mi chiedevo: ‘sono in grado?’. Così, visto che volevo provare a mettermi in gioco, mi sono guardato intorno e ho scelto Casalpusterlengo dove avevano un progetto concreto sui giovani.”

Il basket è di casa nella famiglia Rossato: il padre era un giocatore, il fratello lo è ancora. Una tradizione che Riccardo porta avanti con una punta di ironia: “Si vive di basket a casa Rossato. Anche se il più forte sono io, lo sanno bene.”

La carriera lo ha portato a Piacenza, dove il minutaggio scarseggiava, poi a Reggio Calabria — accettata senza esitazioni — e infine a Scafati, piazza a cui è rimasto profondamente legato. A Trapani, prima dell’esclusione del club dal campionato, circolavano voci di una possibile convocazione in Nazionale da parte di Pozzecco.

Rossato ha sempre risposto alle critiche con i fatti. Chi lo riteneva inadatto alla A2 o chi lo giudicava troppo “leggero” per la Serie A ha solo fornito ulteriore carburante alla sua ascesa. A Reggio Emilia ha trovato un ambiente attento a ogni dettaglio, a partire dal lavoro di coach Priftis: metodico, convinto del proprio sistema e capace di preparare ogni sfida con cura maniacale.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!