Per i 90 anni di Sandro Gamba, l’Olimpia Milano celebra una delle sue figure più iconiche, protagonista dall’era Borletti alla prima Coppa dei Campioni del 1966, come raccontato in un’intervista a Repubblica Milano. Il leggendario tecnico definisce la recente vittoria dell’EA7 ad Atene contro il Panathinaikos “una serata ricostituente” e la cornice ideale per ripercorrere una vita intera trascorsa dentro la storia biancorossa.
Gamba parla della vittoria sulla squadra di Ataman come di una partita che “ci voleva” e di “una vittoria tattica”, spiegando con sguardo da allenatore che “con tutte quelle assenze non potevi mettere solo la potenza e tecnica ma bisognava spremersi il cervello”, aggiungendo che “il Poeta è stato bravo”. Nel suo racconto emerge l’idea di un Olimpia capace di rinnovarsi senza tradire l’identità, in cui l’intelligenza cestistica conta quanto il talento.
Una vita dentro l’Olimpia
“Questa storia l’ho vissuta tutta, fin dai tempi del Borletti” dice Gamba, che si definisce “orgoglioso, da milanese, di aver partecipato alla gloria” del club, ricordando che “non c’era professionismo, ma il club mi ha sempre pensato grande” sin dai giorni del dopoguerra alla guida di Adolfo Bogoncelli. Nelle sue parole l’Olimpia non è solo una squadra ma una comunità che ha formato generazioni di atleti e tecnici, con Milano sullo sfondo come città motore di ambizioni e successi.
Centralissima la figura del commendatore Bogoncelli, imprenditore trevigiano di famiglia già prestigiosa che, racconta Gamba, ripeteva: “Milano ha fatto la mia fortuna e io voglio restituirla”, e che “alla vigilia di Natale invitava a casa tutta la squadra per una grande cena” chiedendo sempre “stile, eleganza e correttezza”. Per il coach, questo intreccio tra gratitudine verso la città e richieste di comportamento è diventato l’essenza dello spirito Olimpia, un setaccio di atleti e uomini che devono saper coniugare talento e senso di responsabilità.
Gamba ricorda la panchina nella storica Coppa dei Campioni del 1966 come un momento in cui “sentivamo addosso quell’onore, una risposta a chi diceva che in Italia vincevamo solo per i soldi”, anni in cui “l’Inter e il mio Milan dominavano in Europa” e l’Olimpia era chiamata a dimostrare di essere all’altezza sui parquet continentali. Guardando al presente e al dopo Bogoncelli, tra era Armani e orizzonti futuri, Gamba sintetizza il destino del club con una convinzione netta: “Restare ad alto livello… ci sono tante squadre piene di campioni, ma l’Olimpia è destinata a restare in cima. Come la città”.
