Derrick Alston Jr. non ha patito il salto di qualità da un anno all’altro. Figlio di un ex giocatore e assistente in NBA e G League, Derrick Jr. si era già messo in mostra nella scorsa stagione con la maglia dei Rostock Seawolves di Bundesliga. In estate, l’approdo nel campionato nazionale più competitivo d’Europa e, contestualmente, in BCL con la maglia di Manresa. La squadra della Catalogna ha già lanciato svariati giocatori in giro per l’Europa (non ultimi Chima Moneke e Sylvain Francisco), e Alston ha tutte le carte in regola per essere il prossimo.
ATTACCO – Partiamo dicendo che Alston sa segnare. Lo testimoniano i 17 punti di media in Liga e i quasi 20 in BCL. Secondo i dati di Synergy, il 28.7% dei possessi offensivi di Alston derivano da spot up, situazione in cui però la sua efficienza è bassa (0.6 punti per possesso). Il suo tiro da 3 è ondivago (32% in tutte le competizioni) e ha un rilascio molto alto ma anche piuttosto lento, che lo rende facilmente contestabili da giocatori dall’altezza simile alla sua. Un movimento che potremmo quasi definire ‘signature’ è la partenza in palleggio non appena avviene la ricezione, sorprendendo il difensore: anzi, sembra quasi che non faccia in tempo ad avere il pallone in mano che già ha messo un piede in avanti per battere il marcatore.
In questa circostanza i problemi sono due. Il primo è la scarsa rapidità sul primo passo; nella maggior parte dei casi, Alston riesce a prendere vantaggio attaccando il closeout, e non battendo dal palleggio il difensore. Secondo, anche quando va al ferro, fatica a finire ed è soggetto ad avere la peggio sui contatti: in situazione di spot up, l’ala di Manresa va in lunetta solo nel 7% dei possessi.
Diversa è la situazione in uscita dai blocchi, dove non solo ha più tempo per tirare se il difensore è rimasto incagliato, ma può anche sfruttare questo vantaggio per attaccare il canestro. In questo caso, Alston produce quasi 1.5 punti per possesso, un dato eccellente.
Interessante è il discorso relativo al suo lato da handler in situazioni di pick and roll. È un fondamentale del suo gioco che ha esplorato ancora poco (12.7% dei suoi possessi) e con risultati altalenanti. Alston non ha (ancora?) le letture per essere un passatore anche solo nella media in situazioni di gioco a due; anche in questo caso, però, sfruttare il blocco gli serve più che altro per prendere un vantaggio per se stesso.
Fa un buon lavoro in transizione (1.2 punti per possesso), ma solo quando deve concludere il contropiede e non condurre: lì si vedono tutte le sue lacune nelle letture e nei passaggi.
DIFESA – Menzione doverosa per la difesa. I dati disponibili non sono ancora così esaustivi, il campione di partite è ridotto, ma Alston si sta distinguendo come un valido difensore soprattutto in situazioni di spot up (0.6 punti per possesso concessi). Di base è un difensore molto aggressivo, a volte troppo, che si è espone quando cerca la rubata o quando commette falli inopinati. Però è anche bravo a muovere i piedi e ha braccia lunghe con cui contesta con successo i tiri.





