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Il giovane playmaker sotto l’aspetto offensivo ha sempre dimostrato di essere un giocatore estroverso e creativo che ha appreso questo suo modo di giocare negli anni di scuola argentina inoltre, per il suo ruolo, è anche atleticamente e fisicamente prestante.
La sua “arma” più pericolosa, essendo molto rapido nei cambi di direzione, è il pick and roll che si conclude con una penetrazione ed un altro suo punto forte è la capacità di muovere velocemente il pallone negli uno contro uno che lo portano ad attaccare il ferro e per fornire assist a volte anche a rischio di perdere palla.

Il suo punto debole però, che lo ha fortemente limitato nella sua precedente esperienza in Europa, è il tiro dalla media distanza in cui è estremamente carente e in cui non è mai riuscito a fare grandi passi avanti infatti, a fronte della sua dirompenza quando penetra, se gli viene lasciato dello spazio spesso rifiuta il tiro essendo consapevole di questo suo difetto; per quanto riguarda invece il tiro dalla lunga distanza, nonostante non sia estremamente preciso, spesso prova questo tipo di conclusioni quando riceve palloni dagli scarichi.

Un’ulteriore incognita sul suo conto in vista della prossima stagione è la sua adattabilità poiché già nella sua esperienza a Murcia non era riuscito ad adeguare il suo stile di gioco ad un campionato più tattico come quello spagnolo, ma a Pesaro troverà in panchina Petrovic che lo ha già allenato con il Brasile e con il quale sarà di certo più facile riuscire ad ambientarsi in un contesto differente a quello argentino.





