Come possiamo intuire dalla tabella di tiro di Smith in questa EuroCup, il suo livello realizzativo più in difficoltà, è paradossalmente la conclusione al ferro. L’esterno dell’Unics ha preso tanti tiri da tre quanti da due e, nonostante un volume maggiore, ha tirato meglio i long 2 che nella restricted area. Proprio il gioco dal mid range, è una caratteristica che spicca del bagaglio offensivo del ragazzo passato da Illinois. Ne fa un uso massiccio, fruttuoso e intelligente, alternandolo alle sue soluzioni al ferro e soprattutto da fuori. Gli è possibile farlo perché gran parte delle sue conclusioni arrivano dopo aver giocato un pick&roll, gioco che più si adatta a questo tipo di scelta. Per InStat, addirittura il 42,4% delle sue conclusioni o palle perse arrivano dopo aver giocato un pick&roll, con una produzione di 1,2 punti per possesso. Smith è abilissimo nel leggere la difesa e manipolare le intenzioni del difensore sfruttando i blocchi sulla palla: quando gli avversari passano dietro o non sono troppo vicini/aggressivi/reattivi non si fa problemi a prendersi pull-up da tre punti, invece è abilissimo ad accelerare e arrestarsi in un amen dalla media quando cercano di togliergli il tiro, ma è anche in grado di finire al ferro contro avversari più lenti. Trovate un piccolo riassunto di ciò in questo estratto video.
Smith è davvero abile nel mettere difficoltà il difensore e a lavorare sulla difesa avversaria per piegarla a suo piacimento, quest’anno ci è riuscito particolarmente bene. Il suo livello di fiducia, però, gli ha permesso di contribuire alla causa Unics con un fatturato extra di punti, provenienti da soluzioni in isolamento. Gli ISO sono il suo secondo playtype più utilizzato, con una frequenza dell’11,7%. Jamar è in grado di riconoscere i mismatch favorevoli (nella clip che segue, nell’ordine: Lessort-Belinelli-Teodosic), capendo che è il momento di mettersi in proprio, giocando l’uno contro uno. Attaccare i difensori che lo attendono a gambe alte o punire con un tiro quelli che gli lasciano troppo spazio, sono due sue prerogative, come potete vedere in questa clip.
Nell’ultima azione di questo video si evince un’altra tendenza e attitudine che ha avuto successo, del gioco di Smith, specialmente quest’anno. In un possesso di una delle due sfide della finale contro Monaco (in cui è stato impiegato col contagocce), si prende un tiro difficile, fuori equilibrio dal mezzo angolo, mandandolo a bersaglio. Ebbene, il numero 15 di Kazan riesce a dare il meglio di sé anche nelle conclusioni contestate. Questo perché è in grado di sfruttare anche la minima separazione dal difensore, specie perché spesso è lui stesso a crearsela, cadendo all’indietro o lateralmente, utilizzando passi di arretramento o semplicemente giovando della rapidità con cui riesce a raccogliere dal palleggio per il tiro. Difatti, le sue percentuali nei contested shot sono talvolta superiori – o comunque invariate – rispetto alle sue medie dal campo generali (vedi sotto).

