ATTACCO
Dal 37enne dell’Illinois Priftis non si aspetterà tutto il carico avuto nelle annate all’Unics, ma qualcosa più in linea con l’ultima versione turca. Le doti palla in mano non sono mutate, anche nel gioco in isolamento: il primo passo non è più devastante come qualche stagione fa, ma la tecnica nel crearsi un tiro dal midrange o dal perimetro è immutata. Anzi: per essere ugualmente efficace, Jamar deve ricorrere in modo ancor più esasperato a quest’ultima per essere un fattore determinante.
La separazione tra sé e il proprio marcatore viene generata prima dell’arresto: sono i centimetri guadagnati con le esitazioni in palleggio e quelli sfruttati grazie al blocco di un compagno a fare la differenza, non quelli derivati dall’esecuzione del tiro, ormai non più esplosiva. Smith sarà, con pochi punti di domanda, il go-to-guy dell’UNAHotels nei momenti critici, in grado di crearsi un tiro anche a “giochi rotti”. In situazioni di isolamento, praticamente nessuno ha raggiunto i picchi realizzativi di Smith nell’ultima BCL (1.429 PPP, 96° percentile).
Per alcuni momenti della partita, Smith avrà le intere attenzione difese dedicate al suo ball handling. Qui subentra una componente paradossalmente sottovalutata del gioco di Jamar: le doti da passatore. Smith ha il gusto di servire il compagno nella maniera ideale qualora quella sia la scelta migliore. L’opzione più rischiosa gestita da Smith come play, sempre per restare nell’ambito dei paradossi, è il ribaltamento in guardia dal petto: è quello più banale ma, forse proprio per l’elementarietà del gesto, quello in cui l’attenzione di Smith talvolta latita.
Il resto dei passaggi, che si trasformino in assist o hockey pass (passaggi che precedono immediatamente l’assist), è di livello elitario: pocket pass per servire il rollante; scarico sul perimetro se il lungo sceglie di fare pop; skip pass a trovare l’uomo libero sul perimetro se la difesa avversaria sceglie una difesa più aggressiva (trap, blitz, show, hedge); scarichi sul perimetro a trovare l’uomo libero sul lato debole, riuscendo a manipolare con lo sguardo la scelta dell’uomo chiamato a bilanciare il 2vs1 in seguito alla rotazione dei compagni.
Nelle tre EuroCup disputate a Kazan sotto coach Priftis, ecco i numeri di Smith alla voce Points Per Possessions + Assist: 1.327 nel 2020/2021 (86° percentile), 1.366 nel 2019/2020 (93° percentile) e 1.278 nel 2018/2019 (78° percentile). Ancora nell’ultima BCL il dato è molto buono (1.222 PP(P+A), 69° percentile).
L’impressione superficiale è che la maggior parte delle palle perse accumulate da Smith non derivino da un suo errore ma da quello di qualcun altro: la capacità di aspettare il momento e lo spazio giusto per servire i compagni è davvero notevole. Le poche occasioni in cui la responsabilità principale è da addossare a Smith coincidono con l’eccessiva fiducia e “calma” dell’ex Bamberg nel trovare una linea di passaggio: il mantenere vivo il palleggio anche in situazioni di drag out per far sbilanciare la difesa e attirarla verso di sé è, naturalmente, una scelta high risk high reward. Nel penultimo campionato turco Smith si è attestato ancora tra i migliori creatori dal Pick&Roll (1.031 PPP, 74° percentile), senza tuttavia pareggiare il volume degli anni di Kazan.
Jamar Smith, tuttavia, non è un creatore offensivo unicamente on ball. Nel primo biennio all’Unics, in un reparto guardie con McCollum e Theodore, Priftis ha utilizzato l’ex Fighting Illini anche come creatore off ball per i compagni, sfruttandolo come bloccante insospettabile o tagliante per liberare spazio per lo scoring degli altri. Nelle ultime versioni a Kazan e nel biennio al Bahçeşehir, sia per la presenza di combo più abili a ordinare che a finalizzare come Nate Walters che per la necessità di accantonare qualcuno dei possessi offensivi per risparmiare le energie, Smith ha asciugato la quantità di movimenti lontano dal pallone. Come tiratore in catch&shoot e spot up è un attaccante meno appariscente ma ugualmente efficiente: è possibile che Priftis disegni meno Iverson cut che lo facciano ricevere per dover ulteriormente creare ma più pin down o stagger che lo mettano in condizione di concludere immediatamente.
Rimanendo solo all’ultima BCL disputata col Bahçeşehir, Jamar ha registrato 1.46 PPP nei tiri dal palleggio contestati (88° percentile), con picchi di eccellenza nel midrange: 1.28 PPP (95° percentile) nelle conclusioni più complicate da prendersi sono un numero impressionante. Da sempre, e immaginiamo per sempre, da sottolineare è il lavoro che Smith fa anche prima di ricevere un blocco, con l‘obiettivo di garantirsi più vantaggio possibile: i contatti col proprio difensore prima delle uscite, lontani dagli occhi indiscreti dell’osservatore superficiale, valgono in realtà quanto quelli a rimbalzo.
Unico neo, che ritornerà con prepotenza nell’analisi della difesa, è la minore abilità nelle situazioni in cui si deve caricare maggiormente sul lato sinistro del corpo, quindi uscite dai blocchi in cui il primo piede dell’arresto è il mancino.
La grande lacuna di Smith sono le doti da penetratore: a causa di una taglia e una stazza insufficienti, l’opzione di esplorare i pressi del ferro è l’ultima spiaggi per Jamar. L’ex Unics preferisce aspettare che la difesa si adegui ulteriormente piuttosto che sfruttare direttamente una via di penetrazione a canestro, e talvolta il cercare di servire un compagno sino all’ultimo istante possibile prima dell’aiuto mette lo stesso in condizioni ardue per ricevere lo scarico del #15. Per rendere l’idea, la media dei layup di Smith per stagione nelle ultime 5 annate, considerando tutte le competizioni, è stata 50,4. Shabazz Napier, non certamente un marcantonio, nelle sole partite in maglia Olimpia della scorsa stagione, ne ha collezionati 78!





