ATTACCO
Partiamo con l’analizzare le cose belle del gioco di Marcquise Reed. Il 27enne è infatti un attaccante decisamente prolifico e variegato. E’ proprio la metà campo offensiva il centro del suo gioco e la ragione di tutte le sue fortune. L’arsenale a sua disposizione è veramente ampio e riesce a creare vantaggio con una facilità disarmante. Da questo punto di vista Vitucci ha voluto assicurarsi le prestazioni di un realizzatore massivo, che possa portare garanzie in attacco, togliendo anche responsabilità dalle spalle di un Nick Perkins trovatosi nel corso della scorsa stagione a dover trainare da solo la squadra nella metà campo avversaria.
Mai sotto i 10 punti di media fin dal college, Reed ha chiuso la passata stagione con una media di 13.7 punti a partita. La maggior parte di questi arriva sicuramente da dentro l’area, zona dove Marcquise è veramente un giocatore d’elite. E’ dotato di un buon ball-handling che, abbinato alla sua abilità di poter finire al ferro con entrambe le mani, lo rendono veramente pericoloso in penetrazione. Nella scorsa stagione ha segnato il 58% delle conclusioni nei pressi del ferro, percentuale che sale al 75% a seguito di una penetrazione.
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A causa della sua taglia Marcquise ha saputo sviluppare anche un ottimo tiro dalla media, soluzione in cui lo scorso anno ha convertito con il 47,2%. Sembra quindi chiaro quanto Reed sia pericoloso quando innescato, dato il suo ottimo ball-handling infatti la difesa dovrà concentrarsi molto su di lui per non permettergli di trovare conclusioni, considerando che risulta pericoloso praticamente da ogni zona del rettangolo di gioco. Nonostante non sia la sua conclusione preferita infatti è anche un discreto tiratore dalla lunga, soprattutto dagli angoli, come attesta il 44,4% della scorsa stagione.
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Arma pressoché completa offensivamente quindi, se si fa eccezione per il gioco in post di cui non può usufruire a causa della sua taglia, e che nel nostro campionato metterà sicuramente in difficoltà i difensori avversari. Parlavamo tuttavia della sua incapacità di adempire a compiti di playmaking. La sua visione di gioco si limita a letture semplici e schematiche, non prevede passaggi “smarcanti” o idee particolarmente illuminate. Inoltre Reed è un giocatore che guarda come prima cosa il canestro, non i compagni. L’esperimento Marcquise Reed playmaker ha già fallito in Europa e difficilmente Vitucci lo riproporrà nel corso della prossima stagione.
Il fit con il resto del quintetto ad ora conosciuto è comunque abbastanza buono. Reed avrà i palloni di cui ha bisogno per rendere al meglio, considerando la presenza di un giocatore offensivamente non ingombrante come Burnell in ala piccola, ma potrà comunque fare affidamento su dei compagni abili nel mettere la palla nel cesto. L’ex Prometey è inoltre un buon giocatore di pick n’ roll, situazione in cui potrebbe risultare veramente pericolo insieme a Nick Perkins.





