Ritorna l’appuntamento con la rubrica di scouting targata BDP. Dopo aver parlato di Tyger Campbell, il viaggio alla ricerca di nomi interessanti nel panorama europeo oggi fa tappa a Bilbao con protagonista Thijs De Ridder.
Nato il 31 gennaio 2003 a Brasschaat in Belgio, De Ridder cresce a pane e pallacanestro. Sia i genitori che i fratelli hanno giocato per anni con la madre che ha anche preso parte alla prima divisione belga. Muove i primi passi a 9 anni nel club della città natale Schoten-Brasschaat prima di trasferirsi agli Antwerp Giants.
Nella stagione 2020-21 debutta in prima squadra nella BXT League e in Eurocup, conquistando diversi riconoscimenti come il “Rising Star”, “Sixth Man of the year” e l’inclusione nel 1° quintetto della lega belga-olandese. Tutto questo gli vale la chiamata della nazionale maggiore nella finestra per le qualificazioni ai mondiali.
Nell’estate del 2023 si mette in mostra all’europeo under 20 dove risulta essere il miglior realizzatore della competizione (19 punti) e il miglior rimbalzista (12) tanto da attirare l’attenzione del Surne Bilbao Basket che lo firmerà.
Alla stagione di debutto in una lega competitiva come l’ACB mette a referto 6.4 punti e 4.2 rimbalzi di media in 18’ d’impiego. Viene confermato con anche i gradi di titolare e in questa prima parte di stagione aumenta le medie a 8.6 punti e 5.6 rimbalzi, facendo ancora meglio in FIBA Europe Cup dove segna 11.3 punti, cattura 5.7 rimbalzi e consegna 1.1 assist.
Andiamo a vedere meglio le caratteristiche interessanti di questo “gioiellino”.
Spacing per aprire il campo
La parola per descrivere al meglio De Ridder è versatilità. Parliamo di un lungo moderno che predilige le situazioni di pick’n’pop per punire la difesa con il tiro dalla lunga distanza. Dotato di una buona meccanica di tiro con un rilascio rapido del pallone, questo gli permette di battere la pressione delle difese. In situazione di tiro preso piedi per terra produce 2.7 punti per 2.6 possessi pari a 1.056 PPP per Synergy.
Istinto per il rimbalzo
Lottatore del pitturato, De Ridder ha un istinto importante per la cattura dei rimbalzi. In particolare, è un buonissimo rimbalzista offensivo (1.5 di media in ACB e 2.4 in Fiba Europe Cup). Sotto i tabelloni sfrutta la propria fisicità, il senso della posizione e l’energia di cui dispone per “fare a sportellate” con i lunghi avversari non tirandosi mai indietro per creare seconde opportunità tanto per sé che per i compagni.
Capacità di mettere palla a terra
Vero, il ball handling richiede ancora del lavoro, ma il giovane belga dispone di un buon primo passo e una discreta velocità che gli permettono di battere dal palleggio lunghi più statici. Unito alla pericolosità con il tiro da fuori, questo permette di poter battere il difensore in situazioni di close-out e con la capacità di resistere ai contatti può terminare al ferro con un buon tocco in appoggio oppure con potenti schiacciate.
