HomeEuropaScouting, uno sguardo alla G League: Devontae Cacok e Kyle Guy

Scouting, uno sguardo alla G League: Devontae Cacok e Kyle Guy

KYLE GUY

Parlando di occasioni da agguantare con la massima scaltrezza, in questo turbinio di firme d’emergenza, Kyle Guy si è fatto trovare prontissimo e nella prima partita con la maglia dei Miami Heat ha messo a referto 17 punti nella vittoria contro i Rockets, frutto principalmente di un 4/6 da 3 che da sempre è il suo marchio di fabbrica.
Guy è un prodotto di un college di prim’ordine, Virginia, con cui ha vinto il titolo NCAA nel 2019 risultando come il miglior giocatore della Finale contro quella Texas Tech in cui figurava anche Davide Moretti. Una volta passato professionista, si è accasato a Sacramento, che lo aveva scelto al secondo giro in quello stesso anno, firmando un 2-way contract che lo tenne ai Kings per 2 anni.
Da questo punto la carriera è un copia-incolla di quello che avete letto in precedenza per Cacok. Due anni a Sacto senza avere mai un minutaggio che si possa definire tale, giocando per lo più garbage time nella scorsa stagione e senza avere l’opportunità di sfogare le sue qualità in GLeague, visto che anche Stockton (affiliata di Sacramento) aveva deciso di non partecipare alla bolla.

In questa stagione, non trovando accordo con nessuna squadra NBA, ha iniziato la stagione ai Cleveland Charge facendo quello che fa meglio: bucare la retina da dietro l’arco. 11 partite a 21 punti di media con quasi 10 tentativi da 3pt a partita, sempre sfoggiando quella faccia da bravo ragazzo che nasconde uno spirito ossessivamente competitivo. Da qui la chiamata degli Heat, che esegue un gioco che esalta le caratteristiche balistiche dei suoi giocatori (basti pensare a Duncan Robinson e Max Strus), un’opportunità per cercare di dimostrare di poter far parte della Lega.
Come detto in precedenza, Guy è un tremendo tiratore da lontano, naturalissimo e fluido nelle esecuzioni ad alta velocità e un giocatore che sa muoversi senza palla per andare a trovare gli spazi per punire la difesa dalla lunga distanza. Le sue uscite dai blocchi al college sono state il grimaldello offensivo che Virginia usava per poi sfondare la serratura in difesa.

La dimensione di tiratore, però, si è ampliata in G League lavorando molto sulle conclusioni dal palleggio, dove in certi frangenti può anche condurre il pallone sul PnR, in transizione ma anche in situazione di isolamento. Aspetti inseriti una volta passato professionista e che dimostrano la sua volontà di lavorare e migliorare.

Non sappiamo quanto potrà durare la sua avventura in Florida, in quanto a livello di dimensioni e difesa il ragazzo ha dei limiti non indifferenti per avere una duratura carriera al massimo livello professionistico. Ben altro discorso invece si può fare nel caso decidesse di provare l’avventura al di fuori degli USA, dove il suo comparto tecnico e la sua grande volontà di lavorare e competere potrebbe sicuramente garantirgli un tentativo in una squadra di alta fascia europea.