Cosa ne pensi dell’evoluzione futura dell’Eurolega? Cosa si può migliorare a livello organizzativo e logistico?
È un momento eccitante per la competizione: abbiamo grandi opportunità di fronte a noi per crescere, il board conosce meglio di me come espandersi in nuovi mercati come ha fatto in Germania negli ultimi anni. Penso che la Gran Bretagna sia un bacino dal quale attingere, ma il mio lavoro è quello di giocare sul campo: sono i dirigenti a doversi concentrare su quello.
In Italia arriviamo al palazzetto per vedere semplicemente la partita, si vedono le squadre giocare e si torna a casa. In Germania si è più vicini al concetto di “experience” americana, dove si passa più tempo sfruttando i servizi dell’arena?
In Germania è considerato fondamentale il creare stimoli e motivazioni ulteriori che spingano un’intera famiglia a vivere la partita a palazzo. È un modo per avvicinare generazioni diverse contemporaneamente: il nostro compito, come squadra, è quello di offrire un basket divertente ed eccitante sul campo. Sappiamo quanto sono importanti i nostri tifosi: dobbiamo essere noi i primi a invitarli a venire a vedere le partite.
A Procida abbiamo chiesto i suoi 5 giocatori preferiti di Eurolega, e ti ha messo come 4. A te chiediamo invece il tuo quintetto di giocatori underrated di Eurolega. Troppo facile scegliere Mike James, Micic, Larkin… Chi sceglieresti?
Come 3 Nick Weiler-Babb, centro Devin Booker, point guard Martin Hermannsson anche se adesso è infortunato, come 2 Austin Hollins e… mi concedete Nicolò Melli? Per quanto è forte, paradossalmente è sottovalutato, non se ne parla abbastanza!
