HomeEuroLeagueEurolega: Kostas Sloukas, leader sottotraccia

Eurolega: Kostas Sloukas, leader sottotraccia

A 18 anni, lasciare casa e famiglia non è per nulla scontato. Se per i successivi due anni, poi, il campo lo vedi col binocolo, le motivazioni rischiano di scemare irrimediabilmente. Mollare sarebbe facile. Ma Sloukas ha in mente un unico obiettivo per il proprio futuro. Giocare a pallacanestro. L’assist arriva dalle mani più sapienti. Direttamente da quel Papaloukas osannato nelle serate del 2005. Il mito greco, ora suo compagno di spogliatoio, gli fornisce la spinta necessaria. Ehi, Kostas, messo su qualche chiletto? No, Theodoris, che dici? Guarda e controlla. 4 chili in più. Cavolo. Nella mente di Kostas si gira l’interruttore. Non è scontato che un diciottenne decida autonomamente, senza avvisare la squadra, di intraprendere un percorso dal nutrizionista e affidarsi a un personal trainer privato. La cura del proprio corpo, a quell’età, sovente è snobbata in favore delle serate in compagnia e delle insistenze di nonna. L’ammirazione per Teo e gli altri grandi campioni, però, hanno la meglio. Nel 2010, a Parigi, Kostas vive da ultimo componente della panchina le prime Final Four della carriera. Nessuna speranza di entrare. Nessuna. Dopo due anni di panca, vedere giovani come lui giocare minuti su minuti, anche a livelli inferiori, smuove il ribollente animo di Kostas.

Come far vedere a tutti cosa sono in grado di fare? La capacità di mettere in ritmo i compagni non è mai mancata. Il lavoro individuale ha permesso di aggiungere all’arsenale sia un solido tiro dalla media e lunga distanza, che la possibilità di assorbire al meglio i contatti contro i centimetri e i chili dei rivali più grossi nei pressi del ferro. L’intelligenza cestistica colma il resto delle lacune fisiche. La lettura anticipata delle linee di passaggio avversarie fanno di Kostas un difensore poco appariscente, ma spesso sottovalutato. La rapidità di piedi non è mai stata il suo forte. Altezza e peso, manco a dirlo. Ma se c’è da lottare su una palla vagante, ruotare dal lato debole, tagliare fuori il centrone sotto canestro o consegnare cioccolati prelibatissimi per il compagno più libero nell’area avversaria, il cervello e il cuore di Sloukas sono da sempre sintonizzati sulla medesima lunghezza d’onda. Come far vedere a tutti cosa sono in grado di fare? Il presidente Kokkalis intuisce il fremito che anima il giovane Sloukas. Un anno di prestito non può che fargli bene. Destinazione? Aris Thessaloniki. Compagni di squadra? P.J. Tucker, Bobbie Brown, Dunston, Charalampidis, Chatzivrettas, Tapoutos. Poteva andare peggio, dai. Risultato? Quarto posto in A1 greca e premio di miglior giovane del campionato. Poteva andare peggio, dai. Dopo solo una stagione è tempo di rifare le valigie. Si torna ad Atene. Stavolta per restare.

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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