A 38 anni suonati, Stephen Curry continua a sfidare il tempo e la logica. Nella trasferta di Minneapolis, il fenomeno dei Golden State Warriors ha messo a referto 44 punti, trascinando la sua squadra al successo per 119-114 sul Minnesota. Per i Warriors si tratta della seconda vittoria di fila dopo un avvio di stagione complicato, segnato da tre sconfitte consecutive.
La serata di Curry è stata semplicemente devastante: 8 triple a bersaglio su 16 tentativi, un perfetto 16 su 16 dalla lunetta, oltre a 8 rimbalzi, 6 assist e 2 recuperi. Una prestazione che arriva dopo una gara da 24 punti senza errori al tiro, a conferma di un momento di forma straordinario.
Un traguardo che lo avvicina a LeBron e Jordan
Con questa partita, Curry ha raggiunto LeBron James per il maggior numero di gare da almeno 40 punti dopo aver compiuto 35 anni. Alle loro spalle, in questa speciale classifica, c’è nientemeno che Michael Jordan. Un dato che certifica ulteriormente la longevità competitiva di Curry, capace di trasformare ogni esibizione balistica in un nuovo capitolo di storia NBA.
Finale in bilico, ma Curry chiude i conti
La partita non è stata una passeggiata. I Warriors avevano costruito un vantaggio di 20 punti, ma Minnesota — pur priva di Anthony Edwards — è riuscita a rientrare prepotentemente nel finale, mettendo in discussione l’esito dell’incontro. Curry ha risposto presente su entrambi i lati del campo, blindando il risultato nei possessi decisivi.
Segnali positivi anche dal rookie Yaxel Lenderborg, undicesima scelta assoluta, autore di 26 punti e 9 rimbalzi, sebbene le 7 palle perse abbiano evidenziato margini di crescita ancora ampi. Dalla panchina, Brandon Williams ha contribuito con 11 punti.
Per Minnesota, Jonathan Kuminga ha chiuso con 20 punti, mentre Jaden McDaniels e Terrence Shannon Jr. ne hanno messi 19 ciascuno, tenendo vive le speranze di Minnesota fino alla fine. Ma quando i possessi pesano davvero, la scena resta tutta di Curry.




