Arrivato nel momento più critico della stagione, poco prima di Natale, Stephen Brown è riuscito nell’impresa di trasformare una squadra in sofferenza in un gruppo ambizioso e coeso.
Il playmaker statunitense ha preso per mano il reparto esterni della UnaHotels, colmando il vuoto lasciato dall’assenza di Jamar Smith e portando una ventata di energia necessaria per risalire la china. In un’intervista esclusiva rilasciata alla Gazzetta di Reggio, Brown ha analizzato il suo impatto spiegando la sua missione: «Sono arrivato per questo, per aiutare la squadra e mettermi a disposizione».
Il giocatore si è detto entusiasta della nuova dimensione tattica trovata: «Sono contento che con la mia presenza siano stati tentati degli assetti di gioco diverso, posso aiutare con la velocità, col mio cambio di ritmo».
La chimica di squadra e il fattore fiducia
Il successo della Pallacanestro Reggiana nelle ultime uscite, culminato con la prestigiosa vittoria a Venezia, affonda le radici in una chimica di squadra in netta crescita. Brown ha sottolineato come l’ambientamento sia stato facilitato dai risultati positivi:
«Stiamo iniziando a conoscerci bene l’un l’altro e sicuramente vincere delle partite aiutano a costruire questa chimica». Il giocatore ha poi confessato che le sue triple pesanti nascono proprio da questa armonia e dalla libertà d’azione concessagli:
«La parola chiave è fiducia. Questi tiri arrivano perché la squadra si fida di me». Secondo il play, non è scontato «soprattutto quando si arriva in una nuova squadra, avere questa disponibilità da parte dei compagni e del coach».
«March Madness» all’italiana: un mese di fuoco per Reggio
Con l’arrivo di marzo, il campionato entra nel vivo e per Brown questo periodo ricorda molto la follia della March Madness americana, quel momento dell’anno in cui ogni possesso può decidere un’intera stagione «Sì, marzo nel basket è un mese particolarmente divertente» ha spiegato l’atleta, paragonando il clima della Serie A ai tornei universitari USA.
Il playmaker ha però avvisato l’ambiente sulla durezza del calendario imminente: «Avremo tante partite e saranno tutte partite difficili, quindi dobbiamo cercare di trarre il massimo da questo periodo nel quale abbiamo potuto lavorare». L’obiettivo dichiarato è capitalizzare i miglioramenti tattici per farsi trovare pronti in uno dei tornei più competitivi del continente.
L’amore per l’Italia e la superiorità tattica della Serie A
Oltre il parquet, Stephen Brown sta scoprendo il fascino della cultura italiana, visitando città come Roma e Milano e apprezzando il ritmo di vita più lento di Reggio Emilia. Sul piano sportivo, l’ex Nymburk è rimasto profondamente colpito dall’alto livello della Serie A, definendola come uno dei traguardi che si era prefissato:
«Giocare in Italia, in uno dei cinque migliori campionati europei, era una di quelle cose a cui pensavo». Analizzando le caratteristiche del gioco nel nostro Paese, Brown ha notato come la qualità principale sia «la grande organizzazione tattica, unita all’intelligenza dei giocatori». A differenza di altri tornei europei, il play ha infine evidenziato l’equilibrio della competizione, dove «ogni squadra può far risultato ovunque».
