Luigi Suigo, classe 2007, è una delle giovani promesse più interessanti del basket italiano. Attualmente in forza al Mega Belgrado, il lungo sta bruciando le tappe e si è già ritagliato spazio nella Nazionale di coach Luca Banchi. In un’intervista al Corriere dello Sport, si racconta tra presente e futuro.
Indossare la maglia azzurra, per lui, è qualcosa di speciale. «Devo dire che, anche se non era la prima volta in assoluto — terza apparizione — ho comunque provato tanta emozione a giocare contro la Gran Bretagna. Sono contento, perché sto iniziando a guadagnarmi qualche minuto. Rappresentare l’Italia è il massimo. Ho fatto tutte le giovanili ma giocare con la maglia della Nazionale è davvero fantastico», racconta Suigo.
Banchi, il Mega e la Serbia
Il rapporto con coach Banchi è uno degli elementi che Suigo sottolinea con più convinzione.
«Mi dice di essere sempre aggressivo, tosto e di reggere i contatti, di non farmi spingere via, mi dà qualche dritta. Mi piace moltissimo coach Banchi, è un bravissimo coach. Sa fare il suo mestiere benissimo e, anche a livello umano, è una bellissima persona e questo per me conta molto.»
L’esperienza al Mega Belgrado sta andando bene. Suigo la definisce una tappa fondamentale per la sua crescita: «Sto facendo un’esperienza importante per prepararmi al prossimo step della mia carriera. Andare in Serbia è stata una buona scelta. Sono uscito dalla mia comfort zone. Inizialmente non è stato facile ma, poco alla volta, ho cominciato ad ambientarmi e la Serbia è tutt’altro che male. Ho legato con alcuni compagni, ho anche con chi parlare italiano».
In Nazionale ritrova anche compagni giovani come Niang e Diouf, che definisce «davvero forti», sottolineando come siano già giocatori di Eurolega nonostante la giovane età. Momo Diouf è il centro titolare della Virtus Bologna, Saliou Niang ha giocato ad altissimi livelli.
Il sogno NBA: «Me lo sto preparando»
Su cosa gli manchi dell’Italia, Suigo cita il coach dell’Under 19 Michele Catelani, i compagni delle giovanili e la possibilità di andare al Forum con suo padre. Ma il pensiero principale è rivolto avanti.
«Sì, certo. Mi sto preparando per un futuro Draft NBA. Se continuo a far bene, potrebbe essere già anche quello di quest’anno.»
Nessun piano B, nessuna alternativa europea presa in considerazione: «Stati Uniti, quello ho sempre avuto in testa. Non ci ho neanche pensato a delle alternative». Un obiettivo dichiarato con chiarezza, da un ragazzo che ha già scelto la strada più difficile — e più ambiziosa.





