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Themis Bilionis: il rapporto agente-stampa-società

Abbiamo intervistato in esclusiva Themis Bilionis, agente di Octagon e responsabile del mercato italiano, per parlare di tutto ciò che fa un’agente oltre la trattativa. Themis ha parlato del lavoro dell’agente nel quotidiano e qual è il suo rapporto con le società e i media.
Potete trovare il podcast completo sul nostro canale podcast e l’intervista video sul canale Youtube Backdoor Podcast One to one.

Qual è il rapporto che avete, hai nella fattispecie, con i giornalisti che sono una parte d’informazione. Molto spesso (anche qui in modo sbagliato) che viene pensato come “al servizio”. Si dice che il procuratore abbia dato ” la velina”, l’informazione a quella testata per far alzare il valore di un giocatore. Questo è un esempio negativo, però com’è il tuo rapporto con i media, con la stampa come ti trovi e come si può lavorare insieme?

Prima di tutto una cosa che non tutti sanno, è che io sono stato un giornalista per anni prima di diventare procuratore. Quindi sono stato nella tua posizione e capisco molto bene che un giornalista crea una storia per trovare qualcosa prima degli altri e avere possibilità di fare questo sicuramente dà un vantaggio. I giornalisti e i media in genere sono molto importanti nella nostra professione, ma anche proprio nella pallacanestro, perché dobbiamo creare e aumentare l’interesse della gente. Io vedo tutti nel mondo del pallacanestro come collaboratori, per avere un buon risultato è molto importante avere la collaborazione di tutti, quindi ho molto rispetto per i giornalisti perché capisco che quello che fanno è importante per i nostri giocatori, per le squadre, per il basket. In genere provo a essere disponibile e quando posso dare informazioni lo faccio, ma sicuramente devo essere anche in comunicazione con le squadre, perché alcune preferiscono non comunicare nulla prima che ci sia una firma. Allora devo rispettare anche le loro volontà e per me è molto importante avere un bilanciamento nelle cose. Capisco che i giornalisti vogliano avere informazioni, ma per me la cosa più importante è conseguire il risultato per il mio cliente e allora non posso rischiare. Alcune volte posso aiutare, alcune volte non posso dire niente e per me la priorità numero uno è sempre il mio cliente.

Qual è la caratteristica di un agente più importante per sapere trattare con una società e per fare gli interessi del cliente? Qual è la cosa più importante che dovete considerare?

Ogni procuratore è differente, per me la cosa più importante prima di tutto è capire un po’ i protagonisti, poi è molto importante anche sapere le caratteristiche del giocatore o allenatore e anche avere informazioni sulla necessità di una squadra. Quando hai queste tre condizioni è più facile fare proposte che abbiano senso. Il lavoro di un general manager, di un scout, di un allenatore per reclutare e firmare un giocatore è molto difficile, probabilmente prendono centinaia di nomi specialmente in estate e per questo io voglio guadagnare tempo per loro. Fare proposte che abbiano senso e che possano avere una trattativa, perché non tutte le squadre hanno lo stesso budget e allora dobbiamo parlare per giocatori che sono rilevanti per loro e non perdere tempo con giocatori off budget. Queste cose per me sono importanti. Poi ovviamente il più importante è di essere trasparente non è facile. Alcune volte perché non tutti fanno lo stesso, ma in genere io provo di essere così perché se qualcuno vuole dire una bugia o una storia che non esiste, diciamo che il mondo di pallacanestro è come un villaggio, alla fine tutti sanno che cosa è successo e tutti sanno la verità. Per me è meglio essere molto chiaro dall’inizio dire che una trattativa non sia possibile e andare avanti, invece di creare un ambiente difficile da sopportare dopo un giorno, due giorni.  Noi a Octagon vogliamo operare così perché vogliamo ricordare che abbiamo un grande brand con tanti anni di storia e vogliamo proteggere questo prima di tutto. Dobbiamo essere vicino a tutti, dobbiamo prendere informazioni e dobbiamo fare il nostro lavoro, dobbiamo andare a vedere partite, allenamenti e poi se siamo sicuri che è qualcuno che abbia senso, sta a noi rappresentarlo.
Con un giovane dobbiamo fare una presentazione a lui o alla famiglia, dipende dall’età di cui parliamo. Per come lavoriamo io dico sempre che non c’è un procuratore che è un buon fit per tutti i giocatori, ognuno ha il suo stile, altri giocatori vogliono avere un altro tipo di procuratore e allora è sempre meglio per un giocatore parlare con tutti quelli che hanno interesse per lui e capire chi è più vicino a lui, con chi può avere chimica. Perché come la pallacanestro è un gioco di squadra, anche il nostro lavoro con allenatori o giocatori richiede una chimica per avere una relazione che può essere utile per tutti e due.

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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