HomeNBAOklahoma City Thunder, altro record per Shai e OKC "vede" la finale

Oklahoma City Thunder, altro record per Shai e OKC “vede” la finale

Gli Oklahoma City Thunder battono i San Antonio Spurs 127-114 e si porta sul 3-2 nella serie delle Finali della Western Conference, con un piede già proiettato nelle NBA Finals contro i New York Knicks. Quella di Gara 5 è stata una vittoria costruita nel secondo quarto, confermata da Shai Gilgeous-Alexander alla lunetta, e che pesa molto più di tredici punti di scarto.

La maledizione di Gara 5

In particolare, c’è un numero che aleggia su questa serie: nelle finali di Conference, quando si arriva sul 2-2, la squadra che vince Gara 5 ha poi conquistato il titolo di conference nel 76,4% dei casi (42 vittorie e 13 sconfitte) nella storia della NBA. Ieri sera OKC ha provato a mettersi dalla parte giusta di quella statistica.

Se si dovesse scegliere un momento in cui Gara 5 ha cambiato volto, sarebbe al minuto diciotto del secondo quarto. OKC ha chiuso il primo tempo segnando 40 punti nel solo secondo quarto, contro i 31 di San Antonio, arrivando all’intervallo sul 69-58. Da quel momento in poi gli Spurs non si sono più avvicinati in modo credibile.

Il confronto con Gara 4 è illuminante: soltanto 48 ore prima, in quella stessa serie, OKC aveva chiuso con una roboante sconfitta per 82 a 103, tirando con un misero 33% dal campo e solo 18,2% dall’arco. Ieri: 48,2% e 43,8% da tre. Una squadra completamente diversa.

Shai raggiunge Westbrook

Shai Gilgeous-Alexander ha segnato 32 punti con 9 assist, 2 rubate e 1 stoppata. Non la sua prestazione migliore dal punto di vista delle percentuali al tiro (7/19 dal campo, 36,8%) ma lì dove conta, alle Finals di Conference, Shai non sbaglia: 16/17 dalla lunetta (94,1%), con nove tiri liberi guadagnati solo nel secondo tempo quando la partita aveva bisogno di qualcuno che reggesse.

Il dato che resterà, però, è un altro. Con questa prestazione, SGA ha raggiunto quota 24 partite di playoff da almeno 30 punti e 5 assist in maglia OKC, eguagliando Russell Westbrook. Westbrook aveva costruito quel record attraverso stagioni intere di dominanza postseason; Gilgeous-Alexander lo ha raggiunto a 27 anni, in una singola corsa ai playoff che ancora non è finita.

Thunder
Credits Ipa Agency

Da inizio postseason 2026, Shai viaggia a 31,4 punti, 7,8 assist e 5,1 rimbalzi di media. Secondo i dati storici, soltanto LeBron James e Kevin Durant hanno mantenuto medie simili in più di tre serie di playoff consecutive.

Altri protagonisti

Molto bene anche Alex Caruso che, dopo una Gara 4 piuttosto deludente, si rifà con gli interessi: 22 punti, 4/8 da tre, 8/8 ai liberi, +18 di plus/minus. La differenza tra il peggior Caruso della serie e il migliore è stata di 22 punti e 40 unità di differenziale. Pochi giocatori in questi playoff hanno avuto oscillazioni così brutali.
Uno degli indicatori più trascurati di Gara 5 è il contributo della panchina: 40 punti per OKC, 33 per San Antonio. Non è mai stato un gap enorme in questa serie, ma ieri la profondità dei Thunder ha fatto la differenza nei momenti in cui i titolari tiravano il fiato.

Al di là del punteggio finale, il dato più significativo della partita è il differenziale dall’arco: OKC 14/32 (43,8%), San Antonio 12/41 (29,3%). I Thunder hanno tentato nove triple in meno degli Spurs, ma ne hanno segnate due in più. Efficienza contro volume: e in una gara di playoff tirata come questa, vince sempre l’efficienza.

San Antonio ha attaccato il ferro con 46 punti nell’area, più dei 38 di OKC, ma la squadra di Mark Daigneault ha risposto con una percentuale da due migliore (51% contro 49%) e soprattutto con quel divario dalla lunga distanza che ha reso impossibile qualsiasi rimonta nel finale.

Verso Gara 6

I Thunder sono sul 3-2. Gara 6 si gioca venerdì a San Antonio, dove gli Spurs hanno vinto Gara 3 e Gara 4 con una certa autorità. Ma la storia, quella stessa storia che dice 76,4%, racconta anche un’altra cosa: in questo millennio, nessuna squadra NBA è rimontata un 3-2 nelle finali di conference senza avere almeno il fattore campo. San Antonio ce l’ha venerdì. Ma dovrà fare qualcosa che non è riuscita a fare per tre gare su cinque: fermare Shai Gilgeous-Alexander quando conta davvero.

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