Stefano Tonut è al terzo anno di militanza in maglia Olimpia Milano ed è presente nel nuovo corso della squadra biancorossa. Ha parlato a ruota libera nello spazio di Luca Chiabotti sulla Repubblica Milano del suo ruolo e di come lo interpreta a Milano.
“È bello e stimolante poter marcare ogni settimana i migliori giocaotori d’Europa. Un giocatore vive per queste sfide, soprattutto uno come me che, fino a tre anni fa, l’Eurolega la guardava dal divano. Restare in campo tanto e in minuti importanti è per me motivo di grande orgoglio, oltre che di grande responsabilità, in una squadra come Milano. Siamo in tanti, non sono uno che guarda alle statistiche. L’anno scorso sono riuscito a dare un pò di equilibrio al quintetto e quando parti bene poi è facile continuare meglio. Tanti dicono che dovrei prendere più tiri, ma a me interessa aiutare la squadra a vincere e fare le piccole cose.”
Più attacco?
Da tre anni all’Olimpia sono utilizzato in un modo che mi piace molto. Essere impegnato da un avversario molto forte, forse, mi toglie qualcosa in attacco, ma gioco sempre in quintetti con talento enorme e spesso finalizzare il gioco non dipende da me. Non è una scelta personale, nè qualche cosa che mi viene imposto dall’esterno, ma la conseguenza di quello che succede.”
Alti e bassi
Ci sono pochissime squadre con un rendimento costante tutta la stagione, dipende anche dagli infortuni. Giocare a Bologna senza Shields, Bolmaro e Dimitrijevic ti ridimensiona. Ieri ci siamo allenati tutti e 15, ma è una cosa che capita di rado perchè spesso prepari le partite in 11-12. Appena trovi un assetto, uno si fa male e tutto cambia. Il giocatore cerca di essere costante, ma è una situazione non facile per noi, ma anche per l’allenatore.
