Questa mattina è arrivato lo scambio che ha portato Jrue Holiday a Portland e Anfernee Simons a Boston. Andiamo ad analizzare tutto lo scambio per capire chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso.
Boston Celtics:
I Celtics hanno ufficialmente avviato una ristrutturazione economica cedendo Jrue Holiday ai Portland Trail Blazers in cambio di Anfernee Simons e due seconde scelte future. Con un roster incompleto e oltre 20 milioni sopra la seconda soglia della luxury tax, Boston non poteva ignorare il peso salariale.
Holiday, 35 anni e con un contratto da 72 milioni fino al 2027-28, non era allineato con la timeline di Jayson Tatum, fuori fino al 2026-27 per un infortunio al tendine d’Achille. In questo contesto, cedere Holiday era una scelta logica.
Simons, 26 anni, è un eccellente tiratore (84 triple senza assist nella scorsa stagione) e offre freschezza e versatilità offensiva. Tuttavia, rappresenta un evidente downgrade difensivo: tra i peggiori della lega per impatto difensivo aggiustato (RAPM), potrebbe non restare a lungo a Boston.
La trade permette comunque ai Celtics di avvicinarsi al tetto salariale e risparmiare circa 5 milioni, riducendo la tassa di lusso di 40 milioni. Simons, grazie alla sua età e contratto in scadenza, potrebbe anche diventare una pedina di scambio futura più preziosa.
Portland Trail Blazers:
I Blazers tornano su Holiday dopo averlo ceduto due anni fa. La mossa, motivata dalla voglia di tornare ai playoff dopo quattro stagioni deludenti, sembra affrettata e poco lungimirante. Holiday porta esperienza e difesa a un nucleo giovane, ma a 35 anni ha mostrato un evidente calo fisico, con soli 9.5 punti di media ai playoff 2025 e fuori dai quintetti All-Defensive per la prima volta in quattro anni.
Il contratto da oltre 104 milioni complessivi riduce drasticamente la flessibilità salariale di Portland, compromettendo possibili estensioni come quella di Shaedon Sharpe e impedendo l’uso dello spazio salariale massimo nel 2026.
Senza Simons, l’attacco dei Blazers perde molto, e Holiday da solo non basta per colmare il gap. In un Ovest ultra-competitivo, Portland resta fuori dalla top 10 e il play-in non è garantito.
Conclusione
Boston ottiene un buon ritorno in termini economici e di potenziale futuro, mentre Portland si espone a rischi elevati senza garanzie di salto di qualità immediato.
