Era uno scenario atteso, ma non per questo meno dirompente. La decisione è arrivata e ora è ufficiale: Trapani è stata esclusa dalla Serie A. Una vicenda che scuote il campionato e che porta con sé strascichi destinati a far discutere a lungo.
Come analizzato da La Gazzetta dello Sport, tutto nasce da quanto accaduto nella gara contro Trento, definita dal Giudice Sportivo FIP come una vera e propria alterazione della competizione. Nel provvedimento si parla di una “palese alterazione dell’uguaglianza competitiva”, causata dallo schieramento in campo di una formazione “evidentemente non in grado di competere con l’avversaria”.
Il Giudice Sportivo ha quindi poi disposto l’annullamento di tutte le gare disputate da Trapani, una misura adottata per evitare che il tabellone del campionato risultasse falsato, in particolare in vista delle qualificazioni alla Final Eight di Coppa Italia.
Oltre all’esclusione, una sanzione economica pesante: una multa da 600mila euro, pari a dodici volte quella prevista per una prima rinuncia. Una sanzione che si aggiunge a tre mesi di inibizione per Valerio Antonini.
Nel dispositivo si richiama anche il Codice Etico FIP, con un riferimento esplicito ai doveri di integrità, lealtà sportiva e tutela della credibilità del movimento. Principi che, secondo il giudizio federale, sarebbero stati violati. Per questo, come confermato da Petrucci, la FIP è pronta a muoversi per vie legali.
La FIP ha conferito mandato ai legali per agire in tutte le sedi competenti in relazione ai recenti comunicati denigratori di Trapani diramati tramite il proprio sito e i propri canali social, nonché alle pretestuose dichiarazioni rilasciate da Antonini.
Nel confronto avvenuto tra il presidente FIP Gianni Petrucci e quello della Lega Basket Serie A Maurizio Gherardini, è emersa una posizione comune molto netta:
“Non si può accettare che soggetti affiliati e massimi rappresentanti di club prestigiosi, espressione di piazze importanti come Trapani, mettano a repentaglio la credibilità del movimento”.
Trapani non ci sta
La risposta del club non si è fatta attendere. Trapani ha annunciato di aver conferito mandato ai propri legali per agire in tutte le sedi competenti, sportive, civili e penali. Valerio Antonini, attraverso una nota durissima, ha respinto le accuse parlando di una vicenda amara e ribadendo con forza la volontà di andare fino in fondo:
Abbiamo la dignità di chi non si arrende. È il dovere di agire in ogni sede sportiva, civile, penale per ristabilire la verità e ottenere giustizia.
Parole che segnano l’inizio di una battaglia legale destinata a proseguire ben oltre il parquet.
