Cosa possiamo aspettarci dalla Trapani Shark?
La differenza principale rispetto alla scorsa stagione, ovviamente, è l’impegno rappresentato dalla Basketball Champions League.
La competizione FIBA, che per Trapani inizierà il prossimo 8 ottobre, rappresenta sicuramente un traguardo importante per la squadra siciliana ma comporterà anche un impegno extra che non era presente la scorsa stagione.
Potendosi concentrare esclusivamente sul campionato nella scorsa stagione, il club siciliano, in diversi momenti della regular season, era sembrato decisamente più in palla fisicamente rispetto alle altre big del campionato gravate dall’impegno europeo.
Quest’anno, però, Trapani non potrà contare su questo vantaggio e dovrà imparare a gestire il doppio impegno, che soprattutto per una debuttante in Europa è cosa tutt’altro che immediata.
La BCL, sotto il punto di vista del calendario, è una competizione che permette di distribuire lo sforzo maggiormente rispetto all’EuroCup.
Ciò non toglie, però, che la Trapani Shark avrà comunque a che fare con molti più viaggi e trasferte rispetto alla scorsa stagione, aspetto che porterà via delle energie preziose.
Le conferme di Alibegovic, Eboua, JD Notae, Petrucelli e Rossato aiuteranno certamente a dare maggiore continuità al progetto, così come la scelta di insistere con coach Repesa, che nella scorsa stagione è comunque riuscito a mascherare diversi dei difetti intrinseci del roster.
Si potrebbe dire, dunque, che rispetto alla scorsa stagione Trapani si presenta con meno fuochi d’artificio e con meno hype addosso ma comunque vogliosa di premiare la costante ambizione del presidente Antonini, che tanto ha investito dal punto di vista economico in questo progetto.
L’aggiunta di Adama Sanogo, chiamato a non far rimpiangere l’addio di Chris Horton (nei confronti del quale il presidente Antonini non ha mancato qualche stilettata per il modo in cui ha lasciato il club), potrebbe rivelarsi uno dei colpi più intriganti di questa offseason.
Il classe 2002 viene da un’annata molto positiva in G League e, se confermerà i progressi mostrati nel tiro da 3 punti, potrebbe tranquillamente diventare uno dei migliori big man del campionato, grazie alla sua combinazione di dinamismo, esplosività e capacità tecniche.
Nell’ambiente musicale si dice spesso che il secondo album, specialmente se arriva dopo un primo fatto di grandi successi, sia quello più difficile da realizzare per un’artista.
Mantenere le aspettative del debutto e settare una direzione precisa per il proprio sound non sono mai cose semplici da gestire.
Allo stesso modo, per la Trapani Shark, questa seconda stagione nel massimo campionato italiano, accompagnata dal debutto in una competizione europea, rappresenta un banco di prova estremamente complesso da affrontare.
Con una guida dell’esperienza di Jasmin Repesa, però, Trapani si presenta a questa importante sfida con un vantaggio non da poco: avere al timone un allenatore che, nella sua carriera, ne ha viste di cotte e di crude e sa come tirare fuori il meglio dai gruppi che gestisce.
Toccherà, poi, anche al presidente Antonini e al resto della dirigenza gestire bene i momenti più difficili, evitando, magari, alcuni degli eccessi visti nella scorsa stagione (come il post-eliminazione in Coppa Italia gestito in modo davvero catastrofico).