La Pallacanestro Trieste si trova in una situazione sempre più complicata, stretta tra trattative saltate, cifre ritenute fuori mercato e la pressione crescente del tempo che scorre. Come riporta Il Piccolo, il potenziale sponsor commerciale che si era affacciato nei giorni scorsi — con una proposta da 2 milioni di euro — ha fatto un passo indietro, frenando bruscamente gli entusiasmi della piazza.
Di fronte a quell’offerta, il presidente Paul Matiasic aveva tentato una mossa diversa: anziché accettare una semplice partnership, aveva proposto all’interlocutore di acquisire direttamente le quote di maggioranza del club. La risposta, però, è arrivata sotto forma di una richiesta economica giudicata inaccettabile: oltre 5 milioni di euro, una cifra che i diretti interessati hanno definito totalmente incompatibile con il contesto attuale del basket italiano. L’affare è naufragato.
Il tempo come nemico principale
Lo stallo che ne è derivato pesa soprattutto sulla programmazione: ogni giorno che passa senza una soluzione concreta paralizza le velleità di costruire una squadra competitiva per la prossima stagione. Il sostegno delle istituzioni pubbliche — Regione Friuli Venezia Giulia inclusa — ha già raggiunto il suo limite, e difficilmente potrà offrire ulteriori margini di manovra.
Trieste: il ritorno di Gianluca Mauro
In questo scenario torna in primo piano Gianluca Mauro, ex amministratore delegato e presidente dell’Alma Pallacanestro Trieste, figura che nel 2018 riportò Trieste nella massima serie dopo quattordici anni di assenza. Gianluca Mauro ha rotto il silenzio con una dichiarazione ufficiale:
“Posso confermare ufficialmente che voglio iniziare una trattativa con il presidente Matiasic. Non sono preoccupato di recuperare i soldi per affrontare la prossima stagione, la solidità del progetto non è in discussione. Ma sto aspettando le carte, i bilanci reali e trasparenti, in modo da valutare la situazione nel dettaglio e capire come muovermi sul piano strategico”.
Un segnale di interesse concreto, ma anche di cautela: prima di sedersi al tavolo, Mauro vuole avere piena contezza dei numeri reali del club. E sul legame tra la città e la sua squadra non lascia spazio a interpretazioni:
“L’idea che il basket possa essere portato via da Trieste e che i tifosi possano essere privati della loro passione non la posso neppure prendere in considerazione. È uno scenario inaccettabile per la storia di questa città”.
