Sette e non più di sette, includendo un Cavallero in continua crescita e un Ndzie in netta regressione: tanti sono i giocatori su cui ha potuto contare coach Marco Cardani nella sfida playoff persa dall’Urania Milano al Palalido per 76-85 contro una ben organizzata Avellino.
Con Alessandro Gentile destinato a guardare i suoi compagni da bordocampo ancora per un bel po’ di settimane per una lesione distrattiva del legamento collaterale del ginocchio, e con Cesana che ha provato a rigettarsi nella mischia ma ha dovuto uscirne di nuovo muscolarmente malconcio dopo 3’, all’allenatore dei Wildcats non è così rimasto che provare qualche minima variazione sul tema nei diversi quintetti, con minuti di zona anche per gestire la situazione falli e con l’idea della marcatura di Cavallero su Mussini che si è rivelata a lunghi tratti efficace (9 punti nelle prime tre frazioni per il top-scorer irpino, prima di farne altrettanti nell’ultimo periodo e chiudere a 18 anche grazie ai liberi per fallo sistematico nel finale).
Offensivamente, con le triple di Amato (18 punti, 6 assist) e di Potts (16) e con il risveglio dopo l’intervallo – e dopo un confronto verbale con Cardani durante un timeout – di un Udanoh da 15 punti e 10 rimbalzi, per tre frazioni l’Urania Milano è comunque riuscita a reggere botta (57-60 alla terza sirena) prima di andare inevitabilmente in debito di ossigeno e quindi di lucidità da entrambe le parti del campo. Mentre la più lunga Avellino ha aggiunto ai punti di Mussini quelli di un costante Lewis (17 in 37’, inclusa la tripla tagliagambe del 70-77) e di un Bortolin dominante nel colorato (16 + 11 rimbalzi). In doppia doppia per il “lupi” anche Jurkatamm (15, 14 dei quali nelle prime due frazioni) e Sabatino (11), a nostro avviso determinante nell’indirizzare la partita in favore dei suoi dopo essere uscito dalla panchina e destinato ad avere sempre più minuti in quintetto con il pieno recupero dall’infortunio (“nei piani di inizio stagione era una colonna portante della squadra e tale rimane”, ci dice coach Crotti a fine partita).
Rimane invece alle prese con infortuni e acciacchi (anche Potts e Udanoh non sono al meglio) l’Urania Milano, che al momento può solo ringraziare la convocazione di Ndzie nella nazionale del Camerun perché fa slittare al 19 marzo la trasferta di Bologna contro la Fortitudo (prevista per il 23 febbraio) e al 2 aprile l’altro big-match contro Udine (previsto per il 20 febbraio). Prossimo impegno per i Wildcats sarà allora quello del 26 febbraio sul parquet della Juvi Cremona, prima di ospitare Verona all’Allianz Cloud l’1 marzo: dieci giorni di tregua che porteranno qualche miglioramento in infermeria, ma che presumibilmente non faranno cessare l’emergenza.
Ecco allora la fatidica domanda: serve un rinforzo all’Urania Milano? Da sempre il club milanese arrivato in A2 partendo dall’oratorio è caratterizzato da una prudente (e come tale apprezzabile) gestione finanziaria, ma con 11 partite da giocare da qui al 27 aprile uno sforzo economico potrebbe essere quasi necessario per non rischiare di uscire dalla lotta playoff. E vanificare così lo sforzo fatto sul parquet in una stagione sinora più che positiva, per quanto appunto tempestata dagli infortuni. (Paolo Corio)





