Sfrattata dal padel, l’Urania Milano deve rinunciare all’Allianz Cloud (e a un non indifferente incasso casalingo) ma coglie comunque un prezioso successo contro Treviglio per 81-79 sul “campo neutro” del PalaDesio, impignando così il 7° mattoncino di una stagione vissuta sinora senza l’apporto sotto canestro di Gerald Beverly.
Contro il Gruppo Mascio (con un roster a sua volta ridotto dagli infortuni, ma più che sufficiente ad affrontare l’emergenza) tra i Wildcats sono per l’ennesima partita il sempre più utile Landi (11 punti, inclusi i decisivi cinque nel finale), il recuperato Lupusor (6) e un formidabile capitan Piunti (nella foto, doppia doppia con 17 punti e 10 rimbalzi in 36’) a colmare l’assenza del secondo americano nel pitturato. Ma la domanda sorge quasi spontanea: “Quanti mattoncini riuscirà ancora a impilare quest’Urania senza un mattoncino fondamentale del roster come Beverly?”. Girata la domanda in sala stampa a coach Davide Villa, la risposta è come sempre onesta e puntuale: “Se si va troppo in là, potremmo iniziare a pagare l’assenza non solo in termini fisici, ma anche e soprattutto psicologici, perché sono mesi che stiamo giocando mentalmente in emergenza in attesa che la situazione si risolva”.
La nostra impressione, alla vigilia del ponte di Sant’Ambrogio che i Wildcats trascorreranno in Sicilia (il 6 dicembre sul parquet di Agrigento, il 10 su quello di Trapani), è che i tempi siano ormai ristretti e che un’attesa prolungata in eccesso possa rischiare di compromettere un percorso sin qui più che positivo, anche perché tra le strane peculiarità di questa A2 c’è il fatto che la linea tra un posto nei playoff e il rischio retrocessione sia praticamente inesistente: o stai tra le prime 8 (e l’Urania al momento c’è dentro alla grande e a dispetto della sfortuna) oppure devi giocarti tutto a una roulette finale che potrebbe anche non far uscire i tuoi numeri.
Da qui al rientro di Beverly (o qualsiasi altra decisione in merito), le sorti dell’Urania rimangono poi legate al fatto che ai dubbi nel colorato si contrappongano le certezze dal perimetro.
Ovvero un Potts che al costante recupero del peso-forma associa 16.8 punti e 2.8 assist di media (oltre a giocate come l’incredibile tripla contro la Luiss Roma in diretta Rai), un Montano sempre più “cuore Wildcats” con 13.5 punti a partita e un apprezzabilissimo 47% da tre (14 punti con 3/8 nelle triple anche contro Treviglio), un Amato in flessione nelle ultime uscite (solo 5 nell’ultima vittoria e per di più con 0/7 da oltre l’arco) ma comunque con una media stagionale da 12.3 punti e 6.7 assist e un Severini che parte dall’impegno difensivo per garantire a sua volta 7.8 punti di media.
Più un Bonacini che non ha ancora espresso tutto il suo riconosciuto potenziale, ma che comunque sa dare ordine alla squadra quando serve a fronte di statistiche che contano al momento 2.3 punti e 1.6 assist a partita.
Dopo la doppia trasferta in Sicilia, il calendario dell’Urania Milano ha in programma un impegno interno contro Vigevano, un viaggio a Latina e quindi un ritorno da ospite al PalaDesio per il derby di fine anno (30 dicembre) con Cantù. Ma se non arriva sotto l’albero, quel mattoncino deve tornare presto al suo posto nel 2024 o la casetta dei Wildcats potrebbe iniziare a traballare a dispetto delle fondamenta che coach Villa e il suo fido Cece Riva sono ancora una volta riusciti a costruire. (Paolo Corio)
