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Urania Milano sporca e cattiva (quindi perfetta) con Cividale

Sporca, cattiva e a dirla tutta pure un po’ brutta. Ma alla fine la vittoria al supplementare e in volata dell’Urania Milano su Cividale (81-79) è anche quella che ci voleva dopo la scoppola del turno precedente contro Cantù. Passiva fino all’autolesionismo offensivo al PalaDesio, la squadra di coach Cardani ha reagito all’Allianz Cloud con una prestazione da rivedere in alcuni aspetti tecnici, ma perfetta per restituire al gruppo coesione e fiducia nei propri mezzi.

Una vittoria di testa, perché l’Urania è riuscita a rimanere sempre in partita anche con l’inerzia contraria (a partire dal 27-38 del secondo quarto prontamente colmato con un paio di recuperi e connessi contropiede), e anche una vittoria di nervi, che sono saltati a coach Cardani (espulso a inizio terza frazione) ma non ai suoi giocatori più esperti. Anche perché il vice Niccolò Locati ha mantenuto la barra dritta andando avanti con il “game plan” difensivo congeniato in settimana con lo stesso Cardani: utilizzare per più minuti possibili Alessandro Gentile da quattro per una marcatura XXL su Redivo (26 punti, ma con 8/24 dal campo incluso l’errore sull’ultima tripla del match), senza poi pagare mismatch nei cambi difensivi con i lunghi di Cividale.

«Il lunedì successivo alla sconfitta con Cantù ci siamo subito riuniti, staff e giocatori, per un confronto che ha chiarito alcuni dubbi e ha fatto emergere interessanti suggerimenti da parte di tutti. Si è trattato di un utile confronto tecnico, perché l’unità dimostrata sin dall’inizio da questo gruppo non è mai stata messa in discussione dai risultati», ci racconta in sala-stampa Niccolò Locati. Tra gli aspetti considerati c’è stato anche il come mettere sempre nella condizione di fare bene Gentile, che contro Cividale ha non a caso proposto il mix perfetto tra la campana cazzimma di famiglia e il milanesissimo “ghe pensi mi”: 33 punti (con 14/22 da due) e 10 rimbalzi, oltre alla difesa su Redivo e alla capacità di annullare tutte le marcature dei lunghi di coach Pillastrini. Più un dettaglio fondamentale: se l’Urania gioca per sfruttare al meglio le doti del suo fuori categoria (al quale, ma è storia vecchia, va rimproverato solo quel litigare con i liberi), Alessandro Gentile gioca per la squadra con piena fiducia nei compagni.

Nella decima vittoria di stagione dei Wildcats la fiducia di tutti, non solo di Gentile, è andata soprattutto a Luca Cesana: 16 punti, la solita difesa e soprattutto il titolo di “eroe di serata” per le due triple vincenti che valgono rispettivamente l’overtime (scarico proprio di Gentile a fil di sirena) e quindi il successo all’ultimo giro di orologio del supplementare su invito di Amato, determinante a sua volta con una prova da 15 punti e 9 assist. Al di là del tabellino, bravo anche Potts (9 punti in 32’ di impiego) a tenere la squadra compatta nei momenti difficili e a contribuire in modo determinante alla serataccia al tiro di Marks (10, con 1/7 da tre e 3/13 complessivo dal campo).

Prevedendo un ritorno a un assetto difensivo più tradizionale, già contro Nardò (sabato 21 dicembre, sempre al Palalido) servirà invece un contributo più concreto da parte dei lunghi dell’Urania Milano. A partire da quello di un Udanoh che contro Cividale fa alzare le braccia al cielo non tanto per i soli 2 punti a referto (controbilanciati da 9 rimbalzi, inclusi i due consecutivi in attacco che fanno mordere le mani a coach Pillastrini e aprono la via alla tripla di Cesana per l’overtime) o per il duello perso con Miani (16), quanto invece per quel canestro inopinatamente mangiato in contropiede nel terzo quarto andando in appoggio anziché schiacciare senza pensarci due volte. L’esatto opposto di quell’essere sporchi e cattivi che in questa combattutissima A2 fa sempre la differenza. (Paolo Corio)

Paolo Corio
Paolo Corio
Giornalista di professione, scrivo di basket per passione dall'ormai lontana stagione 1999-2000. Per BDP seguo principalmente Pallacanestro Cantù in LBA e Urania Milano in A2.

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