Ferrero 7: difficile dare un voto al capitano. Ha giocato ad intermittenza, come le luci dell’albero di Natale. Probabilmente non il giocatore ideale del moneyball, sicuramente undersized per entrambi gli spot da ala, si è fatto trovare pronto all’inizio e, soprattutto, nei momenti decisivi. Mvp nella brutta sconfitta contro Pesaro nell’atteso ritorno alla Final Eight di Coppa Italia, semplicemente perfetto nel match-salvezza contro Scafati (con un Jaron Johnson in meno). Idolo di Masnago e di tutta Varese se ce n’è uno. Luis Scola lo aspetta dall’altro lato della scrivania, ma il capitano vuole scrivere almeno una (o due) stagioni ancora da protagonista sul campo e nello spogliatoio.
Reyes 8: l’ala di passaporto portoricano ha passato più tempo in infermeria che sul campo. Prima un problema muscolare e poi una operazione al menisco da cui non si è mai ripresa, visto il continuo gonfiarsi del ginocchio. Intendiamoci, quando in campo è stato un autentico valore aggiunto: atletismo clamoroso, balzi e una doppia dimensione tattica, da 3 e da finto 4. Perché allora pagarlo con 8 in pagella viste le tante assenze? Perché nel momento della verità, alla vigilia del match-salvezza contro Scafati, quando si ferma per un problema muscolare Johnson, Reyes va da coach e dirigenti per dire io ci sono. Gioca la partita decisiva su una gamba sola, ma con un cuore grande così. Tutt’altro che banale per un americano.
Virginio 6: doveva essere l’anno della consacrazione per Nick, invece fa tanto lavoro individuale e si rende utile in allenamento e nello spogliatoio. Pochissimi minuti in partita, ma ugualmente meritevole del plauso incondizionato di tutto lo staff tecnico per l’abnegazione dimostrata alla causa.
Caruso 7.5: alla sua seconda stagione in LBA lascia intravvedere mani pregevolissime e corpo interessante. Si guadagna così la chiamata di Milano e ora andrà ad esplorare il campionato in un’altra veste e, soprattutto, l’Eurolega. Nel sistema Brase non il backup ideale di Owens, o forse sì viste le caratteristiche antitetiche dei due giocatori. Sicuramente l’alzatore Ross con Willie in campo si trovava costretto a giocare la palla in maniera meno verticale. Dovrà costruirsi una nuova dimensione soprattutto nella solidità a rimbalzo se vorrà competere ad alto livello. Ci viene il dubbio che forse un altro anno di formazione come protagonista sarebbe stato per lui ideale, ma è più che comprensibile la voglia di andare ad esplorare nuove importantissime sfide ed avere un più idoneo adeguamento salariale.
