La Openjobmetis vive una stagione a due facce. Forse di più. La prima è quella del moneyball, la filosofia importata dagli Usa (Houston Rockets), seguita fideisticamente dal Ceo Luis Scola e tradotta sul campo dal coach Matt Brase e dal general manager Michael Arcieri, che ha portato la squadra a volare sul campo fino a sfiorare addirittura un posto tra le prime quattro. La seconda faccia è quella della penalizzazione. Sul più bello, quando tutti a Masnago stavano già pregustando i playoff, ecco la pesantissima sanzione di punti in classifica (-16, poi ridotto a -11) che non solo ha escluso Ferrero e compagni dalla post season, ma che li ha addirittura proiettati ad un passo dal burrone della A2. Ci sono volute le incredibili vittorie nelle ultime giornate (a Trieste e in casa con Brindisi e Scafati), la compattezza della squadra e della società, la partecipazione commuovente dell’intera città e un ottimo team di avvocati per evitare il peggio. Dalle stelle alle stalle, dal paradiso (quasi) all’inferno. Per questo il giudizio sulla stagione è spacchettato in una doppia dimensione, sebbene (giova ricordarlo) i “pasticci amministrativi” siano da addebitare alla precedente gestione societaria e non a quella di Luis Scola. Tant’è. Rimangono le splendide emozioni vissute sul campo e fuori (12 sold out consecutivi nelle ultime 12 partite e la ricostruzione del settore giovanile insieme agli eterni rivali cittadini della Robur et Fides, finalmente pacificati nel progetto comune Varese Basketball).
Staff, proprietà e back office di Varese
Staff tecnico 9: alzi la mano chi, all’inizio della stagione, nutriva qualsivoglia certezza. Un allenatore arrivato dalla G-League e dunque esordiente in Europa (Matt Brase), un assistente retrocesso sul campo alla guida di Cremona (Paolo Galbiati) e un general manager americano sguinzagliato a mò di cane da tartufi per le Summer League alla ricerca di colpacci nel rapporto qualità-prezzo visto il budget risicato (Michael Arcieri). Invece missione compiuta. Anzi compiutissima. Luis Scola ha dato gli input e i suoi collaboratori hanno eseguito. Sarà ripetibile tutto ciò? Bella domanda, tenuto conto che il budget rimane da parte destra della graduatoria, con la speranza che l’annunciato ingresso societario del Pelligra Group provveda ad una iniezione di capitali per aumentare la “potenza di fuoco (o di fuocherello)” sul mercato e per rafforzare la struttura societaria e tecnica (sotto il Sacro Monte fanno grande affidamento sul development coaching staff). Il nostro voto è un 3 per la confusione della vecchia gestione che ha rischiato di mandare pesantemente a gambe all’aria la vecchia Pallacanestro Varese. Solo merito per la nuova proprietà di Luis Scola che ha fatto sognare nuovamente l’intera città. Giusto attribuirle uno squillante 9, certificato dal rapporto qualità/prezzo del roster. Stesso voto, quindi 9, per il back-office, che ha scovato l’MVP Colbey Ross in Repubblica Ceca, che ha resuscitato un Tariq Owens fermo da 2 anni e che ha fatto letteralmente rinascere Markel Brown, definito “la spina dorsale della squadra” e da cui si vorrebbe ripartire l’anno prossimo con una offerta pesante in termini economici e di durata contrattuale.
