Una Openjobmetis che è (ancora) a metà del guado. Il restyling con l’inserimento di Nico Mannion e Skylar Spencer ha decisamente cambiato volto alla squadra. L’era-Nico recita 5 vinte e 3 perse in campionato (cammino playoff) e 3 vinte e 1 persa in FIBA Europe Cup. Da marzo sono attese le prove di maturità. Cosa vuol fare da grande Varese? In campionato la salvezza sembra quasi consolidata, con 6 punti (+il 2-0 nello scontro diretto) su Pesaro e 8 su Brindisi. Dura invece risalire la corrente sino ai playoff, con 4 punti da recuperare sul duo Scafati-Tortona (entrambi i return match saranno in trasferta) e un gruppone di contendenti in un fazzoletto. Forse meno difficile può essere la vita in Fiba Europe Cup. Qui la Openjobmetis è arrivata ai quarti di finale, che disputerà con match di andata e ritorno contro Nymburg. Vincere un trofeo, qualsiasi, vorrebbe dire riaprire l’impolverata vetrinetta di Masnago, a 25 anni esatti di distanza dall’ultimo trionfo (nel 1999 la doppietta scudetto-Supercoppa). Proveremo ad analizzare statisticamente la situazione con le nostre analytics forniteci da Synergy, per poi dare dei voti ai vari giocatori con un pagellone riassuntivo.
Cosa ha funzionato
Che squadra è Varese? La classica Varese “scoliana” tutta attacco e poca difesa. Rispetto alla formazione allenata da Matt Brase è nel complesso meno performante competitiva, ma il vulnus del team guidato da coach Tom Bialaszewski è stata la partenza ad handicap, figlia di un mercato estivo con scelte sbagliate. D’altra parte se fai cilecca con 2 Usa su 5 (Vinnie Shahid, peraltro ora ottimo protagonista in A-2 alla Juvi Cremona e la meteora Willie Cauley-Stein, l’ombra del giocatore che fu), è poi difficile risalire del tutto la corrente. Anche se inserisci un califfo come Nico Mannion e un “operaio specializzato” di prim’ordine come Skylar Spencer. Le cifre di oggi dicono che la Openjobmetis è 4a per punti realizzati (85.7, con il miglior bomber del campionato, Olivier Hanlan, a 18.7 e Nico Mannion a 19.2 in 8 match disputati). Il 38.1% da 3 (la soglia tecnica e psicologica è stimata in oltre il 40% per vincere le partite) è il terzo dato statistico migliore del campionato. In quali tipologie eccelle Varese? Ci vengono in soccorso le analytics forniteci da Synergy. Le situazioni più efficaci sono quelle (eccellente) in P&R Ball Handler (0.916 PPP) e molto buone in Spot Up (1.076 PPP) e Off Screen (1.000 PPP).
Cosa non ha funzionato
Dove paga la Openjobmetis? Sicuramente in difesa (89.5 di media subiti, la peggiore della serie A). E’ il Moreyball, bellezza. La struttura small ball porta i varesini ad essere molto vulnerabili a rimbalzo (40.2 concessi per match), nonostante uno Skylar Spencer tentacolare nelle sue 9 prestazioni in biancorosso (8.6 e 1.7 stoppate a gara). Varese paga molto anche in altre voci statistiche: per tutti valga l’ultimissimo posto nelle palle recuperate (solo 3.7 ad allacciata di scarpe), con una chiara inversione di tendenza rispetto alla squadra dei Colbey Ross e Markel Brown, che faceva dei recuperi e della transizione veloce la propria arma vincente. Questo è un dato plastico che risulta anche nelle analytics di Synergy. La voce transition è fortemente negativa (1.087 PPP), così come il gioco senza palla (1.154 PPP nei cut), a testimonianza della difficoltà di creare movimenti backdoor e alternative all’attacco “statico” palla in mano. Tornando alla difesa, appare molto difficoltosa in particolare la guardia contro situazioni di Spot Up (1.089 PPP) e Off Screen (0.990 PPP).
Pagellone
Mannion 8: l’arrivo del Red Mamba è la scintilla che accende Varese. Nelle ultime partite è apparso po’ in calando dal punto di vista fisico. Sconta forse gli anni da “spettatore non pagante” tra Virtus e Baskonia, dove ha corso il rischio di rimanere una promessa mancata. Alla Itelyum Arena può vivere invece momenti da protagonista e rilanciarsi verso palcoscenici più prestigiosi.
Hanlan 8: è in cima alla classifica dei bomber della LBA con 18.7 punti di media a partita (e 16.4 in FIBA Europe Cup), ma per Varese è molto di più. Leadership, IQ cestistico, personalità. Un capitano. Con Mannion sono gli Splash Brothers in versione laghè.
McDermott 7: al primo anno in Europa l’ala dell’Indiana si conferma un americano di stampo europeo. Equilibratore e mr. utilità, mortifero nei tiri in transizione, si sbatte a rimbalzo e in difesa nonostante paghi il peso specifico ridotto.
Brown 7: giocatore ancora giovanissimo (23 anni) e al secondo anno da prof dopo l’esperienza in G-League ai Raptors 905, Mud ha premuto il tasto salita dell’ascensore in quanto a rendimento. Il prodotto di Michigan State è micidiale nelle sue frustate da fuori, soprattutto gli amati Corner 3, (41.9% da 3) e sta imparando ad usare il fisico in difesa e a rimbalzo. Deve ancora disciplinare l’uso del corpo in transizione, dove spesso va fuori giri per la frenesia di cercare l’inchiodata spettacolare.
Spencer 7.5: il passare dall’indolenza di Cauley-Stein all’energia di Spencer è stato per Varese come una doccia tonificante (9.5 punti con il 73% da 2, 8.6 rimbalzi e 1.7 stoppate a match er l’ex Trieste ripescato in Messico). Difensore tentacolare e rollante pericoloso per le conclusioni al ferro.
Librizzi 6: sempre adrenalinico nelle sue comparsate, paga spesso la taglia ridottissima nelle rotazioni difensive. Dà minuti di qualità quando difende sul portatore di palla e quando si fa trovare pronto sugli scarichi. Rendimento sinora altalenante rispetto alle sue potenzialità.
Moretti 6.5: un inizio super, poi paga un infortunio muscolare che lo raffredda e il mutato assetto della squadra post Mannion che lo fa partire dalla panchina. Difensore poco aggressivo, handler alterno così come negli attacchi al ferro (anche lui peso piuma con difficoltà a tenere i contatti), il meglio di sé lo dà sicuramente quando può convertire gli scarichi dall’arco. In alcune serate micidiale.
Woldetensae 5.5: ancora una volta paga la mancanza di continuità, il suo vero tallone d’Achille. Un girone d’andata deludente, dopo il restyling finisce ai margini delle rotazioni con parecchi n.e. Risorge contro Pesaro segnando 8 punti consecutivi che saranno poi decisivi per l’esito positivo del match ed esce nel tripudio di Masnago.
Ulaneo 6.5: dalla panchina di Cento in A-2 a un minutaggio discreto in LBA a Varese (12’ a partita). Chi ci avrebbe scommesso? Il centro romano si fa trovare pronto grazie a dinamismo, tagli e sacrificio difensivo. Le mani sono tutt’altro che educate (35% dalla lunetta e tremolante da sotto), ma il rendimento è ben superiore alle aspettative.
Young 4: pensionato di lusso, arriva a gettone dopo il taglio di Treviso per sostituire McDermott. Missione fallita. Due mesi di nulla o poco più, a parte la buona partita di Pesaro. Semplicemente una forma fisica non adatta ad un professionista.
Shahid 5.5: pescato dal sommerso del campionato islandese, Varese non riesce a vincere una scommessa inversamente proporzionale alla statura del folletto di Minneapolis. Talento discreto, grande dedizione e disponibilità al lavoro individuale e allo stare in gruppo, la serie A è un livello troppo alto per lui, soprattutto in un 5+5. Almeno per ora. Si sta togliendo le giuste soddisfazioni in A-2 alla Juvi Cremona.
Cauley-Stein 4: evidentemente non funziona la Kentucky connection. Due mesi deludenti di Young, ma WCS è la delusione e, soprattutto, l’equivoco tattico che rischiava di costare la stagione a Varese. Oramai l’ombra del giocatore ammirato ai Kings, non dà mai fisicità nelle due dimensioni di gioco e condiziona pesantemente il Moreyball di Varese.





