La Basketball Champions League ha riservato un benvenuto tutt’altro che morbido alla Pallacanestro Varese. La sconfitta sul campo di Murcia ha lasciato il segno, ma Ioannis Kastritis non cerca alibi: il tecnico greco, come scritto da La Prealpina, ha analizzato il ko con lucidità, riconoscendo i meriti degli avversari e indicando la strada per reagire:
«Congratulazioni a Murcia e al suo coach Sito Alonso per la grande prestazione che hanno disputato ieri sera. Hanno meritato di vincere dandoci un caldo benvenuto in Basketball Champions League dopo tanti anni».
Una sconfitta netta, che Kastritis non ha tentato di ridimensionare. I biancorossi si presentano in questa fase della stagione come un cantiere aperto: una squadra nuova, con assenze pesanti come quelle di McDowell-White e Della Valle, e con ancora poco tempo per amalgamarsi. Sul parquet di Murcia, la differenza di fisicità e competitività ha fatto la differenza:
«Per noi è stata una grande lezione, della quale dovremo assolutamente fare buon uso. Devo dire che i nostri giocatori hanno messo in campo un buon livello di intensità difensiva; semplicemente i giocatori di Murcia sono stati più competitivi, prima di tutto sul piano della fisicità».
Niente scuse, ma un contesto da considerare
Il tecnico è stato chiaro: le assenze pesano, ma non possono diventare un paravento. Al tempo stesso, Kastritis ha chiesto che le critiche alla squadra tengano conto del momento e della situazione reale del gruppo:
«Non vogliamo appellarci ad alcuna scusa; ovvio che le assenze siano pesanti e importanti. Forse è ingiusto criticare la nostra squadra in maniera eccessiva per quel che è la situazione e il momento della stagione; dobbiamo farlo in maniera costruttiva e protettiva».
La fiducia nel gruppo rimane intatta. Kastritis guarda avanti e si aspetta che questo periodo difficile possa trasformarsi in un acceleratore di crescita, a patto che la squadra rimanga unita e mentalmente solida:
«Sono fortemente convinto che possiamo crescere uscendo dalla nostra comfort zone. Spero che fra qualche settimana si potrà guardare indietro e valutare che questo è stato un periodo produttivo, perché ci ha insegnato come crescere stando tutti uniti e mentalmente solidi».
Un allenamento alla volta, un possesso alla volta: è la filosofia con cui Varese prova a costruire qualcosa di concreto, consapevole che la strada è ancora lunga ma convinta di poterla percorrere.




