La Pallacanestro Varese non ingaggerà Ousmane Diop. Come riportato da La Prealpina, l’OJM ha comunicato all’agenzia del giocatore il ritiro dell’offerta, una proposta quadriennale con base iniziale a 500 mila euro per il pivot senegalese classe 2000, cresciuto nelle giovanili di Feletto Udine. Una scelta che ha innescato un effetto domino immediato: Diop ha rinnovato con l’Olimpia Milano firmando un accordo biennale, e questo ha liberato Paul Eboua, che si è accasato a Tortona.
Il passo indietro di Varese arriva prima ancora che il giocatore esprimesse una preferenza tra le due destinazioni. Diop aveva vissuto un playoff da protagonista con la maglia EA7, chiudendo con 7,5 punti e 4,1 rimbalzi in 13,5 minuti di media, numeri ben superiori a quelli della stagione regolare (4,1 punti e 2,3 rimbalzi). Numeri che avevano acceso l’interesse biancorosso, ma che alla fine non hanno convinto la società a proseguire su quella strada.
Un cambio di rotta verso il mercato americano
La rinuncia a Diop sembra riflettere una revisione più ampia delle priorità di mercato. La coppia Sogolow-Horowitz sta lavorando attivamente nel segmento tra alta G-League e bassa NBA, cercando profili fisici — ali forti stazzate e lunghi con il tiro — con un rapporto qualità-prezzo più favorevole. Le trattative con giocatori provenienti dall’America, secondo quanto emerge, non risentono delle stesse pressioni che condizionano le operazioni in Europa, dove i contratti pluriennali legati alle prospettive NBA Europe hanno alzato le aspettative economiche senza però coprire l’intero roster con cifre importanti.
Sul fronte europeo resta aperto il dossier Hunter Hale: l’OJM ha presentato una proposta biennale superiore a quella recapitata dal Trabzonspor, club turco che non ha ancora la certezza di partecipare alla Basketball Champions League, al contrario di Varese — anche se la posizione biancorossa in BCL è ancora in bilico fino a domani sera.
Il nodo BCL e la questione passaporti
Proprio la coppa europea rappresenta il prossimo snodo cruciale. La FIBA deciderà oggi quante squadre italiane saranno ammesse alla BCL 2026/27: l’ipotesi più probabile è un ritorno a tre posti rispetto ai due inizialmente previsti. Se le iscrizioni di Brescia e Trieste venissero considerate regolari, lo spazio per Varese si restringerebbe ulteriormente, con gli avvocati della federazione internazionale che stanno valutando anche la possibilità di un trasferimento di sede su richiesta di un altro club.
Il quadro complessivo suggerisce che la rinuncia a Diop non sia un episodio isolato, ma il segnale di una strategia ridisegnata: un progetto più equilibrato nella distribuzione delle risorse, costruito attorno a un formato 6+6 e orientato a comporre un roster più omogeneo, piuttosto che concentrare investimenti su singoli profili ad alto costo.
