Bellezza, olio su tela.
È quella che traspare dagli occhi quasi spiritati di una Openjobmetis Varese che gioca una gara d’intensità asfissiante contro una Napoli irretita prima, e preda della frenesia poi. Il risultato recita 87-97, figlio di ritmi altissimi che Varese sa gestire a meraviglia, minando le certezze avversarie una ad una e piacendosi ogni minuto di più.
Sarebbe facile dare la palma di MVP a Jaylen Hands, 29 punti a referto ed una capacità quasi burlesca di spezzare i raddoppi portati per arginarne il primo passo in penetrazione; tuttavia il titolo lo merita, anche di più, Matteo Librizzi, splendido condottiero dei biancorossi nel momento in cui il maggior talento della squadra è ai box per problemi di falli personali. Il giovane playmaker, già nel giro dell’Italbasket, si trasforma in cannoniere con 21 punti e 3/5 da 3.
Amaro il sapore dei due ventelli in casa Napoli, 23 e 24 i punti a testa per Jacob Pullen ed Erick Green; non bastano, come non basta il 54,5% dalla lunga distanza.
Pesa l’espulsione di Giovanni De Nicolao, sanzionato con il fallo tecnico per una protesta dopo il dubbio antisportivo fischiatogli nel primo quarto.
Napoli Basket
Pullen 7: prestazione da cecchino dal perimetro (5/6) ma non basta; prova a scuotere la squadra con qualche iniziativa delle sue ma predica a lungo nel deserto.
Zubcic 5,5: dimenticato ad un certo punto della partita, illude cominciando con il piede giusto, si eclissa preda di una svagatezza difensiva accentuata.
Treier sv: appena 3′ di campo, prima di sparire nelle segrete della panchina.
Pangos 4: errori marchiani in sequenza, la squadra ne risente parecchio; distrugge più che creare.
De Nicolao 5: vero, il fallo antisportivo chiamatogli contro è tutto da rivedere, tuttavia è un’ingenuità anche accennare una protesta sapendo che si è a rischio espulsione.
Woldetensae 5,5: rientra dopo l’infortunio e ci mette troppo a riconnettersi alla partita. Quando lo fa, troppo tardi, dimostra che qualcosina potrebbe dare ancora a questa squadra.
Saccoccia sv: solo pochi secondi per lui.
Egbunu 5: qualche attenuante perchè non viene cercato (o non viene servito come si deve) nei vari mismatch che si creano sui cambi sistematici di Varese, il difetto è a rimbalzo e in difesa, lì soffre oltremodo il dinamismo avversario.
Green 7: ci mette un po’ a carburare, anzi un po’ troppo, ma ci prova fino alla fine a riaprire i conti.
Totè 5: i numeri parlano di doppia doppia sfiorata, la prestazione dice che è mancato quel plus di caparbietà che tante volte ha fatto vedere in stagione.
Mabor ne.
Coach G. Valli 4,5: non riesce a trasmettere alla squadra quel senso d’urgenza che invece hanno gli avversari; nonostante l’espulsione di De Nicolao non allunga le rotazioni.
Openjobmetis Varese
Akobundu 6,5: dovrebbe patire la fisicità dei lunghi avversari e invece tiene bene, smazzando tre stoppate e non dandosi mai per vinto.
Alviti 6,5: esaurisce presto il proprio fatturato, si dedica con profitto a difendere anche contro giocatori molto più grossi.
Mitrou-Long 7,5: brucia puntualmente il marcatore col primo passo, chiude a quota 18 fungendo da terza bocca da fuoco.
Bradford 6: fa il compitino, poco altro.
Tyus 6,5: si batte con i dirimpettai facendo leva sulla sua esperienza, ne castiga puntualmente le disattenzioni a rimbalzo.
Anticevich ne.
Librizzi 8: la partita va da lui nel momento in cui Hands commette il secondo fallo nel primo quarto; la risposta è da campione assoluto, triple, penetrazioni, movimenti con e senza palla, un manuale della guardia tiratrice, tanto per ricordare che sa fare anche quello. Talento purissimo.
Avvinti ne.
Esposito 6: qualche minuto in campo per dare riposo ad Alviti, risponde con applicazione difensiva encomiabile.
Assui 6: s’iscrive al festival delle segnature biancorosse, fa valere il suo fisico in determinati momenti, gli manca forse uno step per diventare un giocatore importante per questa LBA.
Fall ne.
Hands 8: vederlo spezzare i raddoppi è un misto tra poesia in movimento e magia; si smaterializza per poi ricomparire già in attacco al ferro, batte senza soluzione di continuità il proprio avversario, il tutto dopo un inizio condizionato dai falli.
Coach I. Kastritis 7,5: gestione ai limiti dell’impeccabile, ferma la partita nei momenti giusti e stronca sul nascere i tentativi avversari di girare il match.
